15 Febbraio 2026, domenica
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San Siro cambia padrone: Inter e Milan firmano il rogito e diventano proprietarie del Meazza

Chiuso l’accordo con il Comune di Milano per 197 milioni di euro. La Procura apre un’indagine per turbativa d’asta. Obiettivo: nuovo stadio operativo entro il 2031

È un giorno destinato a entrare nella storia di Milano e del calcio italiano. Dopo decenni di convivenza e di discussioni sul futuro, San Siro non appartiene più al Comune: da oggi, lo stadio Meazza è ufficialmente di proprietà di Inter e Milan. La firma sul rogito, siglata questa mattina nello studio notarile di Filippo Zabban nel cuore di Milano, sancisce il passaggio di uno dei simboli più iconici della città nelle mani dei due club che lo hanno reso leggendario.

La trattativa si è chiusa intorno a mezzogiorno, dopo due ore di lavoro serrato. All’uscita, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha riassunto lo spirito del momento con un sorriso e una battuta: “Le cose belle richiedono sempre tempo”. Il rogito arriva al termine di settimane di confronti tecnici e giuridici, e di una corsa contro il tempo per evitare che il vincolo architettonico sul secondo anello, previsto dalla Sovrintendenza a partire dal 10 novembre, congelasse definitivamente ogni ipotesi di demolizione.

I dettagli dell’accordo

Il prezzo complessivo concordato con il Comune di Milano è di 197 milioni di euro. L’importo sarà versato in più tranche, secondo un piano finanziario già approvato dal Consiglio comunale insieme alla delibera di vendita. La prima parte del pagamento — circa 100 milioni di euro, comprensiva di IVA e di alcune pendenze pregresse — è stata garantita da fideiussioni bancarie concordate nei giorni scorsi.

Dietro lo slittamento della firma rispetto alla data originariamente prevista non ci sono stati attriti con Palazzo Marino, ma complessi adempimenti finanziari interni ai due club. Lo stesso sindaco Giuseppe Sala aveva spiegato che si trattava di “questioni tecniche tra le società più che con il Comune”.

La scadenza del 10 novembre e la corsa contro il vincolo

La tempistica dell’operazione non è stata casuale. Se il rogito non fosse stato firmato entro il 10 novembre, il secondo anello del Meazza avrebbe ottenuto un vincolo architettonico che ne avrebbe impedito la demolizione, rendendo di fatto impossibile la realizzazione del nuovo impianto. Il completamento dell’iter in tempo utile era dunque una condizione essenziale per il futuro del progetto, che ora può finalmente entrare nella sua fase operativa.

Il progetto del nuovo San Siro

Il dossier presentato a marzo dai due club delinea con chiarezza il futuro del quartiere sportivo di San Siro.
Il piano prevede la costruzione di un nuovo stadio da 71.500 posti sul lato ovest dell’attuale impianto, con un’architettura moderna, sostenibile e adatta agli standard internazionali. Il Meazza, invece, non scomparirà del tutto: una parte della struttura verrà conservata e riconvertita a spazi museali, commerciali e culturali, in modo da mantenere viva la memoria del “tempio del calcio”.

Secondo la road map condivisa, i lavori dovrebbero partire nel 2027 e concludersi entro il 2031, data in cui il nuovo stadio dovrebbe essere completamente operativo.

Il nodo Milan e la coincidenza dell’assemblea

Curiosamente, la firma del rogito è avvenuta nello stesso giorno della seconda convocazione dell’assemblea dei soci del Milan. Un dettaglio non casuale: la procedura, di natura prettamente burocratica, era necessaria per consentire al vecchio Consiglio d’amministrazione di rimanere in carica fino alla formalizzazione della cessione.

L’indagine della Procura

Sul passaggio di proprietà del Meazza si è però già accesa l’attenzione della magistratura. La Procura di Milano ha infatti aperto un fascicolo per turbativa d’asta. L’indagine, condotta dai pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, mira a verificare la regolarità del bando comunale che ha portato alla vendita dell’impianto.

Nella mattinata di oggi è stato ascoltato come persona informata sui fatti Claudio Trotta, promoter musicale e tra i fondatori del comitato “Sì Meazza”. In una lettera aperta al sindaco Sala, Trotta aveva sostenuto che lui e altri operatori del settore degli eventi dal vivo avrebbero voluto presentare un’offerta per lo stadio, ma che le tempistiche troppo ristrette del bando avrebbero reso impossibile la partecipazione.

Un simbolo che cambia pelle

Con la firma del rogito, San Siro volta pagina. Dopo quasi un secolo di storia, due Coppe del Mondo, quattro finali di Champions League e decine di concerti memorabili, il “tempio del calcio” milanese entra in una nuova era, sotto la guida dei suoi due club storici.

Il futuro del Meazza sarà oggetto di discussioni e progetti nei prossimi anni, ma una cosa è certa: il destino di San Siro è tornato nelle mani di chi lo ha reso grande.

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