4 Ottobre 2026, domenica
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Maxi operazione antidroga a Monastir: sei arresti e oltre novemila piante di marijuana sequestrate

All’alba, un blitz dei Carabinieri di Quartu Sant’Elena e dello Squadrone Cacciatori “Sardegna” ha smantellato una vasta piantagione di cannabis nascosta tra i campi. Rinvenuti chili di infiorescenze, serre industriali e sofisticate attrezzature per la lavorazione dello stupefacente.

All’alba di oggi, tra le campagne di Monastir, la quiete del paesaggio rurale è stata spezzata dal fruscio delle pale di un elicottero e dal rapido dispiegarsi delle pattuglie dei Carabinieri. In poche ore, un’operazione accuratamente pianificata ha portato all’arresto di sei persone, di età compresa tra i 21 e i 42 anni, sorprese in flagranza di reato mentre si occupavano della coltivazione e della lavorazione di marijuana.

Il blitz, condotto dai Carabinieri della Compagnia di Quartu Sant’Elena con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna” e dei militari della Compagnia di Dolianova, è il risultato di un’attività investigativa paziente e capillare, avviata dai Carabinieri della Stazione di Sestu. Gli uomini dell’Arma, insospettiti dai movimenti di uno dei sospettati — già noto per precedenti legati alla coltivazione di cannabis — hanno iniziato a seguirne i passi. I pedinamenti e le osservazioni, protrattisi per diversi giorni, hanno svelato l’esistenza di un’imponente piantagione allestita con criteri di efficienza e professionalità degni di una vera e propria impresa agricola.

In un’area agricola isolata, nascosta tra le colline e protetta da un fitto sistema di serre, i Carabinieri hanno scoperto un complesso destinato alla produzione di droga su larga scala. Quando il dispositivo operativo è scattato, i sei uomini erano all’opera: irrigavano, tagliavano e sbocciolavano le piante, ignari di essere ormai circondati.

Il bilancio del sequestro parla da sé: circa 9.000 piante di marijuana, 90 chilogrammi di infiorescenze e boccioli, 6 chilogrammi di foglie tritate e 2,5 chilogrammi di “kief”, una sostanza ad alta concentrazione di principio attivo. Undici chilogrammi di prodotto erano già confezionati e pronti per la distribuzione. All’interno delle serre, i militari hanno rinvenuto anche sofisticate attrezzature per la coltivazione, l’essiccazione e il confezionamento, segno di un’organizzazione che operava con metodi industriali.

L’intera area, composta da sette serre, è stata posta sotto sequestro, mentre sono in corso accertamenti per risalire ai proprietari dei terreni e alle eventuali diramazioni del traffico. Durante le perquisizioni domiciliari, uno degli arrestati è stato trovato in possesso di ulteriori 1,88 chilogrammi di marijuana già essiccata e confezionata. Tutto il materiale sequestrato è stato inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Cagliari per le analisi tecnico-scientifiche.

Gli arrestati, una volta concluse le formalità di rito in caserma, sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Uta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che valuterà la posizione di ciascuno sulla base delle prove raccolte.

L’operazione di Monastir segna un nuovo successo nella strategia di contrasto alla produzione e alla diffusione di sostanze stupefacenti in Sardegna. Un intervento che conferma l’efficacia del monitoraggio costante e del presidio territoriale dei Carabinieri, capaci di coniugare attività investigativa, osservazione e prontezza operativa per difendere la legalità e la sicurezza dei cittadini.

Dietro le migliaia di piante strappate alla terra resta l’immagine di una Sardegna che, pur segnata da episodi di criminalità agricola e traffici illeciti, può contare su un presidio dello Stato vigile e determinato, pronto a intervenire anche nelle zone più remote per garantire il rispetto della legge.

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