21 Settembre 2026, lunedì
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Aggredisce l’ex al distributore: attimi di terrore a Somma Vesuviana

Una donna di 46 anni assalita dall’ex compagno mentre faceva rifornimento. Solo l’intervento del gestore e l’arrivo dei Carabinieri hanno evitato una tragedia. L’uomo, già denunciato per maltrattamenti, è stato arrestato con un coltello in tasca.

Le mani che battono con furia contro la portiera, il rumore dei pugni che rimbomba nell’abitacolo, i vetri che diventano una fragile barriera. Il cuore che corre più veloce del motore. In pochi istanti, un normale rifornimento di benzina si trasforma in un incubo. È accaduto a Somma Vesuviana, lungo via Circumvallazione, dove una donna di 46 anni ha vissuto minuti interminabili di paura sotto l’assalto del suo ex compagno, un uomo di 49 anni già denunciato in passato per maltrattamenti.

Una scena rapida e brutale, consumata in pieno giorno, davanti agli occhi increduli di chi si trovava al distributore. L’uomo, a bordo di una Jeep bianca, ha frenato bruscamente appena ha riconosciuto la vettura della donna, una piccola utilitaria nera. È sceso, visibilmente agitato, e si è diretto verso di lei con passi decisi, carichi di rabbia. Prima ha cercato di aprire lo sportello del passeggero, poi, non riuscendoci, ha cominciato a colpire con violenza la portiera del lato guida, urlando di voler solo parlare. Le urla, i colpi, la tensione: un crescendo di violenza che ha lasciato la vittima immobilizzata dal terrore.

“Mi gridava di non avere paura, ma colpiva l’auto con una forza che mi faceva tremare”, ha raccontato la donna ai Carabinieri, ancora sotto shock. Dentro l’abitacolo, stretta al volante, ha cercato di mantenere il sangue freddo: non guardarlo, non aprire, non cedere. Quando ha provato a ripartire, l’uomo si è aggrappato alla macchina, tirando con forza. Ha strappato la maniglia, piegato lo specchietto laterale, come se volesse abbattere non solo un ostacolo fisico, ma la barriera simbolica della fine di una relazione che non accettava.

A interrompere quella violenza è stato il titolare del distributore, che, vedendo la scena, è intervenuto con decisione. Si è messo tra l’aggressore e la vettura, urlandogli di fermarsi e costringendolo ad allontanarsi. La donna, approfittando di quei secondi di confusione, è riuscita a ingranare la marcia e a fuggire, fermandosi poco più avanti davanti a un negozio per chiedere aiuto ai familiari.

La chiamata al 112 è partita quasi subito. A comporla, in preda all’ansia, è stato il figlio della coppia, che ha raccontato ai militari ciò che stava accadendo. Le pattuglie dei Carabinieri di Somma Vesuviana sono arrivate in pochi minuti, mentre l’eco della paura aleggiava ancora tra i passanti. L’uomo, incredibilmente, era tornato sul posto. “Non ho fatto niente”, ha detto ai militari, tentando di minimizzare. Ma le telecamere di sorveglianza del distributore hanno raccontato la verità: un’aggressione chiara, ripetuta, violenta.

Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno trovato nel suo borsello un coltello a serramanico di 17 centimetri. Un dettaglio che aggiunge un’ombra ancora più cupa a quei minuti di follia. Il quarantanovenne è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e condotto in carcere.

La donna, scossa ma salva, ha formalizzato la denuncia in caserma. Tra le lacrime, ha raccontato che non era la prima volta. Aveva già denunciato l’ex due volte, dopo episodi di violenza e minacce. Ma la paura – quella che non ti abbandona mai, che ti fa voltare ogni volta che senti un rumore dietro di te – l’aveva accompagnata anche nei giorni di apparente tranquillità.

Questa volta, però, la prontezza del titolare del distributore e l’intervento immediato dei Carabinieri hanno impedito che l’aggressione si trasformasse in una tragedia. Una vicenda che riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della violenza di genere, quella che si consuma spesso in silenzio, nelle strade di ogni giorno, tra persone che un tempo si erano amate.

A salvarla, forse, è stata proprio quella portiera rimasta chiusa: fragile barriera di lamiera e vetro, ma invalicabile per chi, dall’altra parte, non aveva più alcun freno.

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