Alessandro Zan, europarlamentare e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, torna all’attacco del governo Meloni dopo la pubblicazione dei dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Numeri che, secondo l’esponente dem, raccontano una realtà economica ben diversa da quella che Palazzo Chigi continua a descrivere con toni trionfalistici.
“L’Ufficio parlamentare di bilancio certifica il disastro di questo governo – afferma Zan –: i salari reali scendono dell’8,8% rispetto al 2020, le imprese sono schiacciate dai dazi, l’incertezza è alle stelle. Ma mentre gli italiani fanno i conti con bollette, affitti e stipendi da fame, Meloni continua a dire che va tutto bene”.
L’affondo del parlamentare democratico è diretto e senza sconti: “Il governo vive di slogan – aggiunge – ma il Paese reale è fermo e a pagare sono sempre gli stessi: imprese, lavoratrici e lavoratori, giovani e famiglie”.
Zan richiama dunque l’attenzione sulla distanza crescente tra la narrazione politica e la vita quotidiana di milioni di cittadini, sottolineando come il potere d’acquisto sia in costante calo e la crescita rimanga fragile. “Serve un cambio di rotta – insiste –: il Paese ha bisogno di politiche salariali serie, di investimenti nella produttività e di una lotta concreta alla precarietà, non di propaganda”.
Le parole dell’esponente Pd si inseriscono in un dibattito sempre più acceso sullo stato dell’economia italiana e sul nodo salariale, divenuto uno dei temi centrali del confronto politico e sindacale. Mentre i dati mostrano una perdita di potere d’acquisto senza precedenti nell’ultimo decennio, il governo continua a rivendicare risultati positivi su crescita e occupazione.
Una distanza che, per Zan, rappresenta il segno più evidente di un “Paese diviso tra la retorica del potere e la realtà dei cittadini”.
