Il futuro di Yoox, marchio simbolo dell’e-commerce di lusso e dell’innovazione italiana nel settore della moda digitale, è diventato nelle ultime settimane un banco di prova per l’intero sistema produttivo lombardo. La procedura di licenziamento collettivo avviata a settembre, che prevede 211 esuberi in Italia, di cui 46 nella sede di Milano, ha acceso i riflettori sulla fragilità di un comparto che per anni è stato motore di crescita e occupazione qualificata.
La vicenda è approdata oggi in IV Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia, dove si è svolta un’audizione della società. A margine dei lavori, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pizzighini ha lanciato un duro monito: “La decisione di Yoox di procedere con oltre duecento licenziamenti rappresenta un segnale preoccupante per il tessuto produttivo lombardo. Parliamo di un’azienda che è stata un’eccellenza italiana, un punto di riferimento nell’e-commerce di alta gamma, e che oggi rischia di diventare un caso emblematico di crisi industriale con pesanti ricadute sociali sui territori”.
La sospensione fino a novembre: “Un segnale, ma non basta”
Yoox, recentemente rilevata dal gruppo tedesco Mytheresa, ha annunciato la sospensione temporanea dei licenziamenti fino a novembre, una decisione che la stessa Pizzighini definisce “positiva ma insufficiente”. “È un passo nella direzione giusta – ha dichiarato – ma serve un impegno concreto e condiviso per tutelare i posti di lavoro, garantire la continuità produttiva e logistica e sostenere l’intero tessuto economico della regione. Non possiamo accontentarci di soluzioni tampone”.
La consigliera ha inoltre sottolineato come l’azienda non abbia finora “fatto ricorso agli ammortizzatori sociali o ad altri strumenti di sostegno al reddito, né avviato programmi di ricollocamento interno per i lavoratori coinvolti”. Una scelta che, secondo Pizzighini, “appare ancor più discutibile se si considera che il gruppo Mytheresa, oggi proprietario, presenta un bilancio positivo e solide prospettive di crescita internazionale”.
“Le imprese devono assumersi responsabilità sociali concrete”
Nel corso dell’audizione, Pizzighini ha ribadito la necessità che le aziende operanti in Lombardia – in particolare quelle che beneficiano di infrastrutture, capitale umano e sostegno pubblico – “si facciano carico di una responsabilità sociale effettiva nei confronti dei propri dipendenti e dei territori in cui operano”.
Un principio che, secondo la consigliera pentastellata, deve valere soprattutto per le multinazionali che decidono di ristrutturare o delocalizzare, riducendo l’occupazione senza un piano di rilancio industriale: “Non possiamo più accettare che la competitività passi attraverso la compressione dei diritti e dei salari. È necessario un patto tra imprese e istituzioni per una transizione economica giusta, che metta al centro il lavoro e le competenze”.
Il ruolo della Regione e il rischio per il polo dell’e-commerce
La crisi di Yoox, nata e cresciuta tra Bologna e Milano, tocca da vicino due aree simbolo della manifattura digitale italiana. Per questo, Pizzighini chiede un coinvolgimento diretto della Regione Lombardia nel tavolo di confronto con l’azienda e le parti sociali: “Le istituzioni devono fare la loro parte. Non possiamo limitarci a proporre incentivi all’esodo o buonuscite individuali, misure che non risolvono il problema della disoccupazione e non garantiscono la continuità produttiva”.
Il rischio, avverte la consigliera, è quello di vedere svanire un patrimonio di competenze costruito in vent’anni di innovazione e sviluppo, in un settore – quello della moda digitale e dell’e-commerce di lusso – che rappresenta un’eccellenza del made in Italy a livello globale.
Un caso simbolico di crisi industriale
Il caso Yoox, che fino a pochi anni fa veniva citato come modello di successo per la capacità di coniugare tecnologia, creatività e sostenibilità, si trasforma oggi in un campanello d’allarme per l’economia lombarda e nazionale. La digitalizzazione e la competizione internazionale, se non accompagnate da politiche industriali e sociali efficaci, rischiano di lasciare sul campo centinaia di lavoratori qualificati.
“Questa vicenda – conclude Pizzighini – ci ricorda che dietro ogni piano industriale ci sono persone, famiglie e territori. Le istituzioni devono garantire che la modernizzazione dell’economia non avvenga a scapito del lavoro. Solo così potremo parlare davvero di sviluppo sostenibile”.
Con la sospensione dei licenziamenti ancora in corso e le trattative aperte, il futuro di Yoox resta incerto. Ma la partita che si gioca va oltre i numeri di un singolo bilancio: riguarda il modello stesso di impresa e il ruolo che la Lombardia vuole giocare nel mercato globale del lavoro e dell’innovazione.
