3 Ottobre 2026, sabato
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Trump apre ai Patriot per Kiev, Mosca colpisce nel Donetsk: uccisi due giornalisti

Via libera dagli Stati Uniti al rafforzamento della difesa aerea ucraina. A Kramatorsk un attacco con droni uccide due reporter che seguivano la guerra fin dal primo giorno

Donald Trump avrebbe autorizzato l’invio dei sistemi di difesa aerea Patriot all’Ucraina, segnando un potenziale cambio di passo nei rapporti tra Washington e Kiev. L’indiscrezione arriva da Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, che in un’intervista a *Rbc-Ucraina* ha parlato di un «via libera» già ottenuto per la consegna dei Patriot, armi fondamentali per contrastare i bombardamenti russi sulle città e sulle infrastrutture energetiche del Paese.

Secondo Yermak, il dialogo con la Casa Bianca non si ferma qui: sul tavolo ci sarebbero anche i missili da crociera Tomahawk, strumenti a lungo raggio che garantirebbero a Kiev una capacità di deterrenza finora impensabile. «Le trattative proseguono e non direi che questa porta sia chiusa», ha dichiarato Yermak, lasciando intendere che l’amministrazione americana stia valutando ulteriori forniture militari, pur con la cautela che un dossier tanto sensibile impone.

La notizia arriva mentre il conflitto in Ucraina continua a mietere vittime civili e professionisti dell’informazione. Nella città di Kramatorsk, nella regione di Donetsk, un attacco russo con drone ha ucciso la giornalista Olena Gubanova, inviata del canale televisivo Freedom TV, e il cameraman Yevhen Karmazin. Entrambi seguivano la guerra sin dalle prime ore dell’invasione e documentavano quotidianamente la realtà del fronte orientale.

Vadym Filashkin, capo dell’amministrazione regionale del Donetsk, ha diffuso le immagini strazianti dell’auto distrutta dal drone e degli effetti personali delle vittime: giubbotti antiproiettile, macchine fotografiche, microfoni, tutti recanti la scritta “Press”. Una testimonianza diretta del rischio estremo che i reporter affrontano per raccontare la guerra.

La morte di Gubanova e Karmazin riporta al centro dell’attenzione la condizione drammatica dei giornalisti impegnati sul fronte ucraino, dove la linea che separa chi combatte da chi documenta è sempre più sottile. Secondo le organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, dall’inizio dell’invasione russa decine di reporter sono stati uccisi o feriti mentre svolgevano il loro lavoro.

Mentre sul piano diplomatico si moltiplicano le mosse per rafforzare l’apparato difensivo di Kiev, la guerra sul terreno continua a mostrare il suo volto più crudo. L’eventuale invio dei Patriot — sistemi in grado di intercettare missili e droni nemici — rappresenterebbe per l’Ucraina una risorsa vitale, ma anche un segnale politico forte: Washington, con il sostegno diretto di Donald Trump, potrebbe imprimere una nuova direzione al sostegno occidentale, proprio nel momento in cui Mosca intensifica gli attacchi nel Donbass.

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