Un’esplosione nella tranquillità di Torvaianica, a Pomezia, ha infranto la sicurezza percepita della vita privata di Sigfrido Ranucci, giornalista noto in Italia e all’estero per le sue inchieste a “Report”. La sera del 16 ottobre, ignoti hanno collocato davanti al cancello della sua abitazione un ordigno artigianale con miscela pirotecnica. L’esplosione ha danneggiato due veicoli, tra quelli in uso al giornalista e ai familiari, e ha compromesso l’ingresso della casa. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area, mentre i rilievi tecnici sono stati affidati ai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati. La Procura di Velletri ha avviato immediatamente le indagini, successivamente assunte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Tutti i veicoli coinvolti sono stati sequestrati per accertamenti, e i dettagli del caso restano coperti da segreto istruttorio.
Oggi, in Aula a Montecitorio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito sull’attentato, ribadendo la condanna ufficiale: «Un atto vigliacco e criminale, un attacco alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia». La solidarietà sua e del governo, ha precisato, va «a Ranucci e alla sua famiglia». Ma l’informativa, pur rigorosa, ha avuto un tono difensivo nei confronti dell’esecutivo. Piantedosi ha sottolineato come ogni tentativo di collegare l’attentato al governo sia «offensivo e infondato», definendo tali insinuazioni «un’offesa alla verità e alle istituzioni».
Non è un caso se la dichiarazione del ministro richiama il noto approccio dell’attuale esecutivo: spesso pronto a rivendicare il proprio ruolo vittimista di fronte alle critiche, quasi a trasformare ogni attacco, reale o simbolico, in un argomento di legittimazione politica. In quest’ottica, la condanna a parole dell’attentato non può cancellare la percezione di un governo che sa alternare fermezza e narrazione della propria presunta persecuzione.
Sul fronte operativo, le misure di protezione a tutela di Ranucci sono state immediatamente rafforzate: il dispositivo tutorio è passato dal quarto al terzo livello, con protezione su auto specializzata, e la Questura di Roma ha esteso la vigilanza alle aree abitualmente frequentate dal giornalista. Piantedosi ha ricordato come fin dal 2020, quando era prefetto di Roma, fossero già attive misure di protezione per il giornalista, aumentate progressivamente a seguito di minacce e intimidazioni, tra cui il rinvenimento nel luglio 2024 di due proiettili inesplosi nei pressi della sua abitazione.
Il ministro ha fornito anche dati sul fenomeno delle intimidazioni ai giornalisti: nel quinquennio 2020–2024 sono stati registrati 718 episodi, con picco nel 2021 (232 eventi) e minimo nel 2023 (98 casi). Il calo, ha precisato Piantedosi, «è avvenuto durante la legislatura precedente l’attuale governo», come a evidenziare indirettamente che la responsabilità politica è da attribuire ad altri. Nonostante il dato positivo, la vigilanza rimane alta, con l’obiettivo di individuare al più presto gli autori dell’attentato.
La portata simbolica del gesto non può essere sottovalutata: l’attentato a Ranucci è un colpo non solo alla persona, ma al giornalismo investigativo italiano, pilastro della democrazia. Il gesto violento scuote il Paese, a ricordare che la libertà di stampa e la sicurezza dei cronisti non sono mai acquisizioni definitive. In questo quadro, il governo si trova a dover conciliare la condanna formale dell’atto criminale con la narrativa politica che da sempre lo caratterizza: difendere l’ordine e al contempo costruire un racconto di vittimismo che spesso alimenta tensioni e divisioni.
Ranucci, con dichiarazioni equilibrate e misurate, resta il volto di un giornalismo coraggioso, sotto pressione e sotto osservazione. L’attentato, con tutte le sue implicazioni legali, politiche e simboliche, lascia aperti interrogativi sulla capacità delle istituzioni di proteggere i cronisti e sulla responsabilità della classe politica nel sostenere, in maniera credibile, la libertà di informazione.
