Roma. Un video di venti secondi, montato con immagini di repertorio, una voce narrante che proclama una svolta geopolitica e, in chiusura, l’approvazione del tycoon: “Ottima mossa, Meloni. È una scelta intelligente”. Bastano questi pochi frame, pubblicati su Truth Social e rilanciati direttamente da Donald Trump, per accendere una polemica che infiamma la scena politica italiana e apre interrogativi sul ruolo del governo Meloni nei delicati equilibri tra Europa e Stati Uniti.
Il filmato, inizialmente pubblicato da un’attivista pro-Trump identificata come “LynneP”, presenta la premier italiana come protagonista di una rottura strategica con l’Unione Europea. Secondo la narrazione, Giorgia Meloni avrebbe annunciato l’intenzione di ignorare le regole commerciali comunitarie, avviando un’intesa diretta con un’ipotetica futura amministrazione Trump, e contestualmente riducendo il sostegno all’Ucraina.
Nessuna di queste dichiarazioni risulta però riconducibile a fonti ufficiali del governo italiano. Eppure, il solo fatto che siano state condivise con enfasi dall’ex presidente americano ha scatenato una tempesta politica a Roma, costringendo Palazzo Chigi e la Farnesina a una rapida smentita.
Il video che incendia il dibattito
Ventidue secondi. Tanto dura il contenuto rilanciato da Donald Trump sul suo social network, Truth. La narrazione è semplice e fortemente ideologica: Giorgia Meloni, dipinta come paladina del sovranismo europeo, avrebbe deciso di “perseguire gli interessi dell’Italia, non dell’Ue”, stringendo rapporti commerciali privilegiati con gli Stati Uniti, al di fuori dei vincoli imposti da Bruxelles.
Ma c’è di più. La clip attribuisce alla premier anche una presunta volontà di disimpegno nei confronti dell’Ucraina, in contrasto con la linea ufficiale tenuta finora dal governo italiano in sede Nato e Ue. Nessuna fonte, nessuna dichiarazione diretta, solo il montaggio suggestivo di immagini e frasi narrate da una voce off, che tuttavia ha avuto l’effetto di una miccia accesa in un contesto già teso tra sovranismi europei, guerra in Ucraina e tensioni commerciali transatlantiche.
L’opposizione chiede chiarimenti immediati
La reazione delle opposizioni è stata immediata e durissima. Il Partito Democratico ha parlato di contenuti “clamorosi e gravissimi”. Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Politiche europee, ha chiesto alla presidente del Consiglio una “smentita chiara e inequivocabile”.
“La credibilità internazionale dell’Italia – ha dichiarato De Luca – non può essere compromessa da un’operazione di propaganda statunitense. Serve una presa di posizione ufficiale per tutelare il nostro ruolo in Europa”.
Anche Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, ha invocato un intervento formale di Meloni in Parlamento: “Deve dire se quanto riportato nel video corrisponde al vero. Non può restare in silenzio”.
Dalla stessa linea si sono accodati Italia Viva e Alleanza Verdi-Sinistra. Il senatore Enrico Borghi ha accusato Trump di utilizzare Palazzo Chigi come “strumento per minare l’unità europea”, mentre Luana Zanella (AVS) ha definito la situazione “inquietante”, sottolineando l’urgenza di una presa di posizione pubblica: “Meloni non può nascondersi dietro un post”.
La Farnesina rassicura: “Siamo con l’Ue”
A spegnere il fuoco delle polemiche è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Da Portorose, in Slovenia, ha provato a ristabilire la cornice istituzionale: “L’Italia ha sempre lavorato con l’Unione Europea, e continuerà a farlo. I risultati raggiunti in ambito commerciale sono frutto di questo dialogo costante”.
Tajani ha poi specificato che le trattative in corso con gli Stati Uniti riguardano esclusivamente la tutela di alcune produzioni italiane, come la pasta, i vini, l’acciaio e l’alluminio, e che ogni passo è compiuto in coordinamento con la Commissione europea.
“Parliamo anche con gli americani, certo, ma sempre nel rispetto delle regole comunitarie. L’obiettivo è tutelare la nostra industria e il nostro agroalimentare, non aggirare Bruxelles”, ha puntualizzato il titolare della Farnesina.
Palazzo Chigi chiarisce: “Dazi? Questione europea”
Anche da Palazzo Chigi è arrivata una nota per fare chiarezza sul ruolo del governo. “Come noto, le trattative commerciali sono di competenza esclusiva dell’Unione Europea – si legge in una nota diffusa da fonti ufficiali –. L’Italia non ha mai operato né intende operare in autonomia rispetto alla cornice comunitaria”.
La Presidenza del Consiglio ha però ammesso l’esistenza di un’interlocuzione bilaterale con gli Stati Uniti, relativa ai dazi antidumping annunciati dal Dipartimento del Commercio contro alcuni produttori italiani di pasta. Una dinamica diplomatica definita “parallela e complementare all’azione della Commissione”.
Un chiarimento tecnico, che però non è bastato a disinnescare completamente il sospetto alimentato dalla propaganda trumpiana: esiste, almeno nell’immaginario sovranista, una Meloni pronta a rompere con Bruxelles?
L’Ue conferma: “Massima sintonia con Roma”
A gettare ulteriore acqua sul fuoco ci ha pensato la Commissione europea. Interpellata sulla vicenda, un portavoce dell’esecutivo comunitario ha confermato che Bruxelles è in costante coordinamento con Roma sul dossier dei dazi Usa. “Stiamo lavorando fianco a fianco per tutelare gli interessi dell’industria italiana, nel rispetto delle competenze previste dai trattati”.
Una dichiarazione che tende a rafforzare la lettura ufficiale del governo italiano, ma che non impedisce alla questione di proseguire il suo corso politico, ben oltre la sfera della diplomazia commerciale.
Dietro il video, la strategia comunicativa di Trump
Al di là della veridicità dei contenuti, la pubblicazione del video rilanciato da Trump si inserisce in un contesto di campagna elettorale permanente. Il messaggio è chiaro: valorizzare i leader europei percepiti come ideologicamente affini e pronti a sfidare l’establishment di Bruxelles e la tradizione atlantista post-Obama.
Trump ha bisogno di alleati simbolici nel Vecchio Continente e Meloni, già accolta con rispetto dai conservatori americani, è una figura che si presta perfettamente a questo ruolo nella retorica trumpiana, anche a prescindere dalla realtà dei fatti.
La premier italiana, tuttavia, non ha commentato direttamente la vicenda. Il suo silenzio, almeno per ora, sembra suggerire la volontà di non alimentare ulteriori tensioni, lasciando che siano le dichiarazioni ufficiali di ministri e tecnici a parlare per lei.
Un equilibrio sempre più fragile
Il caso del video rilanciato da Trump è, in fondo, l’ennesima spia di quanto fragile e complesso sia oggi il posizionamento dell’Italia tra le due sponde dell’Atlantico. Da un lato, il governo Meloni ha confermato più volte la sua fedeltà agli impegni europei e alleati. Dall’altro, non è un mistero che all’interno della maggioranza – e nella stessa cultura politica della destra italiana – vi sia una forte attrazione per il modello sovranista incarnato da Trump.
Il rischio, però, è che l’ambiguità comunicativa diventi un boomerang. In un momento in cui si discutono dossier strategici su difesa comune, politica industriale e assetti energetici, l’Italia non può permettersi di essere percepita come un cavallo di Troia all’interno dell’Unione. Né sul fronte europeo né su quello internazionale.
Per questo, al di là delle smentite tecniche, è sempre più chiaro che sarà necessario un chiarimento politico diretto da parte della presidente del Consiglio. Per spegnere le ombre, e ribadire – una volta per tutte – quale sia il perimetro entro cui l’Italia intende muoversi nei suoi rapporti con Washington, Bruxelles e il resto del mondo.
