16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaCatania, corse clandestine di cavalli sull’Etna: sequestri e indagini sulle “scuderie” social

Catania, corse clandestine di cavalli sull’Etna: sequestri e indagini sulle “scuderie” social

Le indagini dei Carabinieri di Randazzo, coordinate dalla Procura etnea, hanno svelato un sistema organizzato di gare illegali lungo la Mareneve. Coinvolti anche minori e videoriprese diffuse sui social network.

Una fitta rete di allenamenti, corse clandestine e video diffusi sui social: è quanto hanno scoperto i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, su disposizione della Procura della Repubblica, al termine di un’indagine che ha portato al sequestro preventivo di beni appartenenti a due soggetti ritenuti, allo stato, responsabili di concorso aggravato in competizioni tra animali, con il coinvolgimento di minori e l’utilizzo di videoriproduzioni delle gare. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania.

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Randazzo tra novembre 2023 e gennaio 2024, ha documentato un fenomeno inquietante e tutt’altro che episodico. Sulla Strada Regionale Mareneve, nel territorio di Linguaglossa, i militari hanno monitorato sei allenamenti e quattro competizioni clandestine tra cavalli, avvenute il 12 e 19 dicembre 2023 e il 6 e 21 gennaio 2024.

Il quadro investigativo delineato dai Carabinieri è emerso come solido e coerente, segnato da una serialità di comportamenti che tradisce l’esistenza di una vera e propria organizzazione. Le immagini registrate dalle telecamere collocate lungo la Mareneve hanno mostrato una precisa sequenza operativa: prima gli allenamenti, con pochi uomini e cavalli; poi, pochi giorni dopo, le gare, con un afflusso di decine di persone, spettatori e partecipanti, e una regia accurata per eludere i controlli.

Le corse si svolgevano sempre di prima mattina, tra le 6.30 e le 7.15, lungo un tratto asfaltato della strada pubblica, pericoloso e inadatto a simili competizioni. Moto senza targa o con targa coperta fungevano da vedette, percorrendo più volte il tragitto per segnalare l’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine e rallentare il traffico. I fantini, spesso con il volto coperto, lanciavano i cavalli in un testa a testa ad alta velocità, mentre scooter e automobili li tallonavano per incitarli e costringerli a mantenere la corsia, in una scena tanto spettacolare quanto rischiosa.

Dalle indagini sono emerse due principali “scuderie” in competizione: la “Russo” di Mascali e la “Frisina-Puglisi” di Castiglione di Sicilia. Entrambe attive sui social network, dove pubblicavano video delle corse e dei festeggiamenti dei vincitori, contribuendo a creare una sorta di notorietà criminale e ad attrarre nuovi sostenitori. I Carabinieri sono riusciti a identificare non solo i driver, ma anche gli addetti alla “scorta” dei cavalli e altri componenti del sistema, delineando un gruppo strutturato e ben organizzato.

Un episodio emblematico è quello del 13 aprile scorso, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Randazzo hanno denunciato tre uomini sorpresi all’alba lungo la SP7/II di Castiglione di Sicilia durante una nuova competizione clandestina. Due di loro, al traino di calessi (i cosiddetti sulky), conducevano i cavalli in un duello a velocità sostenuta, mentre un terzo li filmava da uno scooter. I Carabinieri sono riusciti a bloccare e identificare i tre, riconoscendoli come membri della “scuderia Frisina-Puglisi”. Gli animali, sottoposti a visita da parte dei veterinari dell’ASP di Catania, sono stati sequestrati insieme ai calessi utilizzati.

L’insieme degli elementi raccolti ha portato la Procura della Repubblica di Catania a chiedere e ottenere dal GIP il sequestro preventivo di un cavallo e di un carrello per il trasporto (trailer) ancora nella disponibilità di due membri della “scuderia Russo”.

Con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, si apre ora la fase del contraddittorio, durante la quale gli indagati potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare elementi a propria difesa.

L’inchiesta, sviluppata con un lavoro investigativo meticoloso, accende ancora una volta i riflettori su un fenomeno sommerso ma radicato, dove l’illegalità si intreccia con l’esibizionismo digitale e la crudeltà verso gli animali. Un mondo parallelo che, anche sulle pendici dell’Etna, tenta di trasformare lo sfruttamento in spettacolo, ma che la magistratura e le forze dell’ordine continuano a riportare sotto la luce della giustizia.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti