4 Ottobre 2026, domenica
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Cocaina per sedici milioni, una pistola rubata e 30 mila euro in contanti: così un 23enne trasformava la sua abitazione in una centrale dello spaccio a Roma

Operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo: sequestrati 200 chili di cocaina suddivisi in 191 panetti, scoperto un doppiofondo per il trasporto “sicuro” della droga

Roma – Aveva l’aspetto di un giovane qualsiasi, zaino in spalla e passo guardingo, mentre si aggirava con fare circospetto per le vie della Capitale. Ma quel comportamento non è sfuggito all’occhio esperto dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, impegnati in uno dei tanti servizi di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti coordinati dal Comando Provinciale. È bastato poco per capire che quell’uomo, 23 anni, di origini albanesi e ufficialmente disoccupato, non fosse lì per caso.

Il controllo di routine, scattato nel pomeriggio di giovedì 9 ottobre 2025, ha fatto emergere molto più di una semplice anomalia. Addosso al giovane, i militari hanno trovato una consistente somma di denaro contante, circa 30.000 euro, somma evidentemente incompatibile con la sua posizione lavorativa – o meglio, con la sua assenza di occupazione.

Da quel momento è scattata la seconda fase dell’operazione: la perquisizione domiciliare. E ciò che i Carabinieri si sono trovati di fronte ha superato ogni aspettativa. All’interno dell’abitazione del sospettato, trasformata in una vera e propria centrale logistica del narcotraffico, sono stati scoperti otto borsoni stipati con ben 200 chilogrammi di cocaina pura, suddivisi in 191 panetti, tutti contrassegnati da loghi differenti, a indicare le varie “linee di prodotto” immesse nel mercato della droga.

Un sistema imprenditoriale illecito, studiato nei dettagli, che avrebbe potuto fruttare alla criminalità organizzata romana fino a 16 milioni di euro. Un carico destinato a inondare le piazze di spaccio della città con oltre 8.000 dosi di stupefacente, soddisfacendo una domanda sempre più diversificata e raffinata, come suggerisce la presenza dei vari “marchi” impressi sui panetti, a garanzia della qualità e dell’origine del prodotto.

Ma il traffico non si limitava allo stoccaggio. Gli investigatori hanno anche rinvenuto, nascosta nell’appartamento, una pistola con munizionamento pronto all’uso. L’arma è risultata oggetto di furto e, secondo gli inquirenti, verosimilmente destinata alla protezione del prezioso carico, a conferma della pericolosità del soggetto e della sua determinazione a difendere il traffico illecito con ogni mezzo.

Un ulteriore tassello dell’inchiesta è emerso grazie alla perquisizione dell’autovettura in uso all’arrestato. Il veicolo era stato modificato con un sistema di doppiofondo a scomparsa, accessibile solo tramite un ingegnoso meccanismo composto da una combinazione di tasti e l’uso coordinato di chiavi. Un escamotage sofisticato, studiato per eludere eventuali controlli stradali e trasportare la droga in maniera discreta e apparentemente sicura, pronta per essere consegnata direttamente ai referenti sul territorio.

Nonostante tutte le precauzioni adottate, il giovane è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, possesso illegale di arma da fuoco e ricettazione. Dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Rebibbia, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di convalida del fermo.

L’operazione rappresenta un duro colpo inferto a uno dei canali di rifornimento della droga nella Capitale, frutto di un’attività investigativa meticolosa e di una presenza costante sul territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente nel contrasto a un fenomeno che continua ad alimentare le economie parallele della criminalità organizzata.

Il sequestro dei 200 chili di cocaina non è soltanto un successo numerico: è un segnale forte, che interrompe un potenziale flusso di sostanze destinato a migliaia di consumatori e che contribuisce, indirettamente, a disarticolare le reti criminali che sulla droga fondano il proprio potere economico e territoriale.

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