6 Ottobre 2026, martedì
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Sequestro, torture e violenza sessuale: due arresti nel Bresciano dopo il ritrovamento di una donna abbandonata legata e priva di sensi

L’inchiesta dei Carabinieri di Salò, coordinata dalla Procura di Brescia, ha portato all’arresto di due uomini accusati di reati gravissimi. La vittima, una donna di origini brasiliane, era stata trovata lo scorso settembre a Polpenazze del Garda, legata e in stato di incoscienza.

AGGIORNAMENTO

GAVARDO (Brescia) – Dopo settimane di indagini serrate, condotte con riserbo e meticolosità dai Carabinieri della Compagnia di Salò, è scattata un’operazione che ha portato all’arresto di due uomini italiani, rispettivamente di 42 e 31 anni, ritenuti presunti responsabili di sequestro di persona, tortura e violenza sessuale aggravata dalla crudeltà.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Procura della Repubblica, è giunta al termine di un’inchiesta complessa, nata da un episodio che, fin dal primo momento, aveva suscitato sgomento nella comunità gardesana.

Il caso ha origine l’11 settembre scorso, quando una donna di origini brasiliane era stata rinvenuta in condizioni drammatiche lungo una strada secondaria di Polpenazze del Garda. Era riversa a terra, priva di sensi, con mani e piedi legati: una scena che aveva immediatamente spinto gli inquirenti a ipotizzare un atto di violenza estrema.

Le indagini, avviate nell’immediatezza del ritrovamento, hanno consentito ai militari di ricostruire con precisione le ore che avevano preceduto quel momento. Dalle verifiche è emerso che la donna, due giorni prima, il 9 settembre, si era recata presso una villa a Soprazocco di Gavardo, abitazione di uno degli indagati, per partecipare a quella che doveva essere una semplice serata conviviale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la situazione sarebbe però rapidamente degenerata. All’interno dell’abitazione, la donna sarebbe stata privata della libertà personale e trattenuta fino alle prime ore dell’11 settembre. In quel lasso di tempo, i due uomini l’avrebbero costretta ad assumere sostanze stupefacenti contro la sua volontà, sottoponendola a violenze fisiche e sessuali caratterizzate da particolare crudeltà.

Solo quando la vittima aveva ormai perso conoscenza, i presunti responsabili l’avrebbero caricata in auto per poi abbandonarla, ancora legata, lungo una strada secondaria di Polpenazze del Garda, probabilmente nel tentativo di ritardare i soccorsi e sviare le indagini.

L’attività degli inquirenti, coordinata dalla Procura di Brescia, ha permesso di raccogliere un quadro indiziario ritenuto grave e circostanziato, sufficiente per l’emissione dei provvedimenti restrittivi. Le indagini, tuttavia, proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda, anche alla luce di possibili responsabilità ulteriori o della presenza di altri soggetti coinvolti.

Resta ferma, come ricordato dagli stessi inquirenti, la presunzione di innocenza: la responsabilità penale dei due arrestati potrà essere accertata solo al termine del processo, con una sentenza definitiva.

Il caso, per la sua efferatezza e per le modalità del presunto sequestro, ha destato profondo sconcerto nel Bresciano, riportando all’attenzione pubblica il tema della violenza di genere e delle forme più estreme di sopraffazione. La Procura e i Carabinieri, intanto, assicurano che l’impegno investigativo proseguirà senza sosta fino al completo accertamento dei fatti.

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