4 Ottobre 2026, domenica
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Landini rilancia la patrimoniale: “Contributo di solidarietà dai super-ricchi per contrastare le disuguaglianze”

Il leader della Cgil insiste sulla tassazione delle grandi ricchezze come leva per riequilibrare il sistema fiscale e finanziare i servizi pubblici. Attacco alla spesa militare e avvertimento al governo: “Se non ci ascolta, pronti alla mobilitazione”.

Maurizio Landini torna a mettere sul tavolo della politica economica italiana una proposta destinata a far discutere: una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Alla vigilia dell’incontro previsto con il governo a Palazzo Chigi per discutere la prossima legge di Bilancio, il segretario generale della Cgil non solo conferma la manifestazione già annunciata per il 25 ottobre a Roma, ma rilancia con forza una misura fiscale che definisce “un contributo di solidarietà” da parte dei più abbienti.

La proposta è concreta e dettagliata: un’aliquota dell’1,3% applicata a un bacino di circa 500 mila contribuenti con patrimoni superiori ai due milioni di euro. Secondo le stime fornite dallo stesso Landini, questa misura potrebbe generare un gettito addizionale pari a 26 miliardi di euro. Risorse, sostiene il leader sindacale, che potrebbero essere destinate a finanziare sanità, istruzione, welfare e interventi contro la povertà, contribuendo così a ridurre le disuguaglianze crescenti nel Paese.

“È possibile introdurre un contributo di solidarietà dalle grandi ricchezze. Non si tratta di una misura punitiva, ma di un atto di giustizia sociale”, ha dichiarato Landini in una conferenza stampa, chiarendo che questa proposta sarà presentata ufficialmente al governo nell’incontro previsto per venerdì.

L’approccio è tutt’altro che attendista. “Andremo all’incontro a Palazzo Chigi con le nostre proposte – ha precisato il numero uno della Cgil – ma se non saremo ascoltati, valuteremo insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali quali iniziative mettere in campo per ottenere risultati concreti. Le attuali politiche economiche e sociali stanno ampliando le disuguaglianze e stanno portando il Paese verso il declino”.

Nel mirino la spesa per la Difesa

Ma Landini non si ferma alla patrimoniale. L’altra grande questione sollevata dal sindacato riguarda l’aumento della spesa militare. “Il livello attuale del 2% del Pil destinato alla Difesa è già più che sufficiente. Contestiamo con forza l’idea che le decisioni europee in materia siano finalizzate alla costruzione di un vero sistema di difesa comune. Al contrario, si tratta di un vincolo economico senza precedenti, che rischia di compromettere il futuro dei servizi pubblici”.

Il riferimento è chiaro: secondo Landini, un impegno prolungato a favore della spesa militare – che nei prossimi dieci anni potrebbe arrivare fino a 900 miliardi di euro su scala europea – sottrarrebbe inevitabilmente risorse a settori chiave per la tenuta sociale del Paese. “Davvero qualcuno pensa che con questi numeri potremo rafforzare la sanità pubblica? Questa è una scelta che apre la strada a nuovi tagli, a ulteriori privatizzazioni, a uno smantellamento progressivo dei servizi che devono rimanere pubblici, universali e accessibili a tutti”.

Una manovra che il sindacato considera inadeguata

In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti della manovra economica del governo Meloni, il giudizio della Cgil appare già segnato da una forte preoccupazione. L’impressione è che, secondo Landini, il governo stia seguendo una linea che ignora le emergenze sociali, penalizza il lavoro dipendente e manca di una visione redistributiva. Da qui l’insistenza su interventi fiscali che, a partire da una patrimoniale progressiva, possano riequilibrare il carico fiscale oggi concentrato su lavoratori e pensionati.

“Le disuguaglianze non sono una fatalità, ma il frutto di scelte politiche – ha ribadito Landini –. Oggi serve il coraggio di redistribuire la ricchezza per affrontare la crisi sociale e garantire coesione. Il nostro non è un atto di contrapposizione ideologica, ma una richiesta fondata su dati e necessità reali”.

Verso il 25 ottobre: un autunno caldo per il governo

Il sindacato guarda quindi con decisione al prossimo appuntamento di piazza. La manifestazione nazionale del 25 ottobre, che si terrà a Roma, rappresenterà il culmine di una mobilitazione che punta a dare voce a un disagio diffuso tra lavoratori, pensionati e giovani. Sarà, nelle intenzioni della Cgil, un segnale politico forte per chiedere una svolta nelle scelte economiche del governo.

“Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale delle priorità – ha concluso Landini –. Chi oggi ha di più deve contribuire di più. Solo così possiamo costruire un Paese più giusto, più solidale e più coeso”.

Con queste parole, il leader della più grande confederazione sindacale italiana riporta al centro del dibattito un tema spesso considerato tabù nel panorama politico nazionale, rilanciando un’idea di fiscalità progressiva che mira a correggere gli squilibri economici attraverso strumenti di giustizia redistributiva.

Resta ora da vedere se il governo sarà disposto ad ascoltare questa istanza o se il confronto si trasformerà, come già in passato, in uno scontro destinato a lasciare il segno nel già turbolento scenario politico ed economico del Paese.

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