2 Ottobre 2026, venerdì
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Pomigliano d’Arco, esplosione in un’officina di autodemolizioni: tre operai feriti, due in gravi condizioni

Indagini in corso per accertare l’origine dello scoppio che ha devastato una struttura nella zona industriale. L’ipotesi di un incidente sul lavoro resta la più probabile, ma non si escludono altre cause.

Un boato improvviso ha squarciato la quiete del primo pomeriggio di ieri a Pomigliano d’Arco, nella cintura industriale di Napoli. All’interno di un’officina di autodemolizioni, un’esplosione violentissima ha ferito tre operai che stavano lavorando nella struttura. Due di loro versano in gravi condizioni: entrambi sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, mentre il terzo, meno grave, è stato soccorso sul posto e successivamente trasferito all’ospedale del Mare per accertamenti.

L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno. I residenti delle abitazioni vicine hanno riferito di aver udito un’esplosione secca, seguita da un denso fumo nero che si è levato dal capannone. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e i vigili del fuoco, impegnati a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area, temendo il rischio di ulteriori scoppi dovuti alla presenza di carburanti e materiali infiammabili.

Le indagini, coordinate dai carabinieri, mirano a chiarire le cause della deflagrazione. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i resti dei macchinari e dei veicoli coinvolti per capire se l’incidente sia stato provocato da una fuga di gas, da un malfunzionamento di un compressore o da un errore umano. Tutte le ipotesi restano aperte.

L’officina, una delle più note della zona per la demolizione e il recupero di parti meccaniche, è ora sotto sequestro. Gli ispettori dell’Asl e i tecnici della prevenzione stanno esaminando le condizioni di sicurezza dei locali e il rispetto delle norme sul lavoro.

Nel frattempo, a Pomigliano d’Arco cresce l’apprensione per le condizioni dei due feriti più gravi, entrambi operai esperti e da anni impiegati nella stessa azienda. Le famiglie sono state raggiunte dai carabinieri e seguite dai sanitari negli ospedali dove i lavoratori sono ricoverati in prognosi riservata.

La comunità, fortemente legata al tessuto industriale e artigianale del territorio, si interroga sulle cause dell’ennesimo incidente sul lavoro in un’area che negli ultimi anni ha già pagato un prezzo alto in termini di sicurezza e vite umane.

Le autorità locali hanno espresso solidarietà ai feriti e alle loro famiglie, ribadendo la necessità di rafforzare i controlli negli impianti e nelle officine del territorio per garantire il pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Mentre le indagini proseguono, resta l’amarezza per un episodio che riporta al centro dell’attenzione la fragilità delle condizioni di lavoro in settori ad alto rischio, dove la sicurezza, troppo spesso, dipende più dalla consuetudine che dalle regole.

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