6 Ottobre 2026, martedì
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Attacco russo alla stazione di Shostka, decine di feriti. Allarme droni in Europa: Monaco e Praga chiudono gli aeroporti

Il presidente ucraino Zelensky denuncia un nuovo raid contro obiettivi civili nella regione di Sumy. La Casa Bianca avverte: “Monitoriamo con la massima attenzione le provocazioni russe contro gli alleati della Nato”.

Torna la paura in Ucraina e in Europa orientale. Nella tarda serata di venerdì, un drone russo ha colpito la stazione ferroviaria di Shostka, nella regione di Sumy, a ridosso del confine settentrionale con la Russia. A denunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un messaggio diffuso sui social ha parlato di “un crudele attacco russo contro un’infrastruttura civile”, aggiungendo che si contano decine di feriti. Le autorità locali hanno confermato che i soccorritori sono ancora al lavoro tra le macerie, mentre i treni diretti verso la regione sono stati deviati o sospesi.

L’attacco si inserisce in una nuova ondata di bombardamenti con droni e missili che nelle ultime settimane hanno colpito obiettivi non militari in diverse città ucraine. Kiev accusa Mosca di voler colpire le infrastrutture energetiche e i nodi logistici in vista dell’inverno, con l’obiettivo di fiaccare la resistenza del Paese e mettere in crisi la popolazione civile.

Ma l’eco del conflitto si fa sentire sempre più anche oltre i confini ucraini. Per la seconda notte consecutiva, tra venerdì e sabato, l’aeroporto di Monaco di Baviera è stato costretto a chiudere temporaneamente lo spazio aereo a causa di sospetti voli di droni. L’interruzione, durata diverse ore, ha provocato una lunga serie di ritardi e cancellazioni, con centinaia di passeggeri bloccati a terra. Solo dalle 7 del mattino di sabato lo scalo tedesco ha ripreso gradualmente le operazioni, pur avvertendo che i disagi proseguiranno per tutta la giornata.

Un episodio analogo è stato segnalato anche a Praga, dove la presenza di droni non identificati ha indotto le autorità aeroportuali a sospendere brevemente i voli in arrivo e in partenza. Le indagini sono in corso, ma l’ipotesi di provocazioni coordinate o di azioni di disturbo di matrice russa è già al vaglio dei servizi di sicurezza europei.

Dagli Stati Uniti, la Casa Bianca ha reagito con toni netti. La portavoce dell’Amministrazione ha dichiarato che Washington “prende molto sul serio le provocazioni russe contro gli alleati europei della Nato” e che la situazione “è costantemente monitorata”. Dietro le parole di cautela, si legge la crescente preoccupazione per una strategia di pressione ibrida da parte di Mosca, capace di combinare operazioni militari convenzionali, attacchi informatici e azioni psicologiche per destabilizzare i Paesi europei più esposti.

Sul terreno, intanto, la guerra in Ucraina continua a mietere vittime e a colpire infrastrutture civili. Gli attacchi con droni, spesso condotti di notte, mirano a eludere le difese aeree ucraine, che rimangono sotto forte pressione. Kiev chiede un ulteriore rafforzamento dei sistemi di protezione e rinnova l’appello ai partner occidentali per nuovi aiuti militari e tecnologici.

A più di due anni e mezzo dall’inizio dell’invasione, il conflitto non mostra segni di attenuarsi. E se la linea del fronte resta fluida, l’impressione è che la guerra si stia ormai estendendo anche su un piano tecnologico e simbolico, dove i droni e la propaganda contano quanto i carri armati. Un segnale inquietante per l’Europa, che si scopre ogni giorno più vulnerabile alle ombre di un conflitto che, da tempo, ha smesso di essere solo “ucraniano”.

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