Dieci chilometri di puro terrore in superstrada. È quanto accaduto ieri tra Corridonia e Civitanova Marche, nelle Marche, dove un’automobile ha viaggiato contromano lungo la SS77, seminando il panico tra gli automobilisti in transito.
A bordo del veicolo, una donna di 70 anni, che solo all’uscita di Civitanova è stata intercettata e fermata da una pattuglia della Polizia Stradale, allertata nel frattempo da una lunga serie di segnalazioni. Nessun ferito, nessun incidente, ma la dinamica resta allarmante e ha scosso profondamente chi ha assistito alla scena.
Un tragitto ad altissimo rischio
Il tratto di superstrada interessato dall’episodio è particolarmente trafficato, soprattutto nelle ore di punta. La donna, secondo la ricostruzione della Polizia, ha imboccato lo svincolo in direzione sbagliata nella zona di Corridonia, iniziando a percorrere la carreggiata opposta per oltre dieci chilometri, fino all’uscita di Civitanova.
Nel frattempo, decine di automobilisti hanno rischiato lo scontro frontale. Alcuni sono riusciti ad evitare l’impatto solo grazie a manovre repentine. Diversi utenti della strada, allibiti, hanno filmato la scena con i propri cellulari. In uno dei video più condivisi, si vede un’auto affiancarsi alla vettura contromano nel tentativo di richiamare l’attenzione della conducente, suonando il clacson e urlando “Fermati!”. Ma l’anziana ha proseguito imperterrita, probabilmente ignara del pericolo generato dalla sua manovra.
L’intervento della Polizia Stradale
A porre fine alla corsa contromano è stata una pattuglia della Polizia Stradale, che ha intercettato la vettura all’altezza dello svincolo per Civitanova Marche. Gli agenti, già allertati da decine di telefonate di emergenza al 112, sono intervenuti tempestivamente bloccando l’auto prima che potesse causare un impatto.
Alla guida si trovava, come detto, una donna di 70 anni, in stato confusionale ma apparentemente illesa. La Polizia ha immediatamente sequestrato il veicolo e avviato le procedure previste in questi casi: accertamenti medici, verifica della patente e valutazione delle condizioni psicofisiche della conducente.
Una tragedia solo sfiorata
L’episodio si è concluso senza conseguenze fisiche, ma resta altissimo l’allarme per quanto accaduto. Dieci chilometri contromano, in una superstrada a scorrimento veloce, rappresentano una situazione ad altissimo rischio. È solo grazie alla prontezza degli altri automobilisti e all’intervento delle forze dell’ordine che non si è verificato un incidente potenzialmente mortale.
I precedenti e il tema dell’idoneità alla guida
L’episodio riapre una questione sempre più centrale nel dibattito pubblico: l’idoneità alla guida per gli anziani, specie su tratti autostradali o extraurbani. Se da un lato non si può generalizzare, dall’altro casi come questo evidenziano l’urgenza di rivedere i controlli sull’effettiva capacità di guidare in sicurezza, al di là dell’età anagrafica.
I dati nazionali parlano chiaro: ogni anno si registrano decine di casi di guida contromano, e in alcuni, purtroppo, l’esito è tragico. Le dinamiche sono spesso simili: svincoli imboccati nella direzione sbagliata, confusione legata alla segnaletica o a deficit cognitivi non diagnosticati.
Le indagini in corso
La Polizia Stradale sta completando in queste ore l’istruttoria sull’accaduto. Non è escluso che la donna possa vedersi revocare la patente per manifesta inidoneità alla guida, anche in assenza di incidenti.
Sul fronte giudiziario, la Procura valuterà se procedere per attentato alla sicurezza dei trasporti, reato previsto dall’articolo 432 del codice penale per chi crea pericolo alla circolazione con condotte particolarmente gravi, come appunto la guida contromano in superstrada.
Un richiamo alla responsabilità
L’episodio tra Corridonia e Civitanova, fortunatamente conclusosi senza tragedie, è un potente richiamo alla prudenza e alla responsabilità, non solo per chi si mette alla guida, ma anche per le istituzioni preposte al controllo dell’idoneità degli automobilisti.
Dieci chilometri contromano non sono un errore lieve, ma il segnale di una falla che, in altri contesti o con meno fortuna, avrebbe potuto costare vite. E se l’Italia si salva ancora una volta per un soffio, la riflessione non può più essere rimandata.
