4 Ottobre 2026, domenica
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Bacoli, la droga della movida nelle mani degli insospettabili: arrestato un ausiliario del traffico

Cocaina rosa, ketamina, hashish ed ecstasy nascosti tra sigarette, matrioske e cofanetti. I carabinieri smantellano un deposito di droga gestito da un trentaduenne incensurato. Trovati oltre 37mila euro in contanti e stupefacenti destinati alle piazze del divertimento flegreo.

BACOLI – La nuova frontiera dello spaccio non ha tatuaggi, né precedenti penali. Non gira in scooter tra le vie dei quartieri a rischio, né si muove sotto copertura tra palazzoni e vicoli degradati. Porta la divisa, quella municipale, e fino a ieri mattina gestiva la sosta dei veicoli per conto del Comune di Bacoli. Trentadue anni, incensurato, una vita apparentemente anonima: è lui l’ultimo volto dell’allarmante traffico di stupefacenti che si muove sottotraccia tra le strade della movida flegrea.

Un’operazione dei carabinieri della stazione di Bacoli ha portato all’arresto dell’ausiliario del traffico dopo una perquisizione che ha rivelato ben più di qualche grammo per uso personale. È emerso un vero e proprio micro-cartello chimico pronto a rifornire la domanda crescente di droga sintetica e non, tra locali, comitive di adolescenti e feste private.

Dai controlli su strada al deposito chimico

Tutto comincia con un servizio antidroga mirato. È sera in via Dragonara, una delle arterie più frequentate di Bacoli, quando i carabinieri notano movimenti sospetti all’altezza di un bar. Da giorni, infatti, girano voci di un incremento dell’uso di ketamina tra giovanissimi. Un fenomeno noto agli investigatori, ma che ha assunto nelle ultime settimane proporzioni preoccupanti.

In quel momento, un trentaduenne del posto – in quel momento fuori servizio – viene avvicinato per un controllo. Addosso ha della marijuana. Nulla di eclatante, ma abbastanza per far scattare una perquisizione più approfondita. Nell’auto, una Mercedes, non viene trovato nulla. Ma la prudenza investigativa suggerisce di non fermarsi.

I carabinieri si spostano con l’uomo nella sua abitazione nel centro cittadino. È qui che l’indagine si trasforma in qualcosa di molto più ampio.

Soldi nascosti in matrioske: 37 mila euro in contanti

In camera da letto, dentro una scatoletta di metallo per sigarette, vengono trovati mille euro. Fin qui, ancora nulla di eccezionale. Ma è solo l’inizio. In due matrioske – quei classici souvenir russi che si aprono una dentro l’altra – vengono rinvenuti altri 4.000 euro e poi 7.050. La somma cresce rapidamente. In tre ulteriori cofanetti sono nascosti altri 25.050 euro. In totale, 37.100 euro in contanti, divisi con cura in spazi domestici insospettabili.

Alla domanda dei militari sull’origine del denaro, l’uomo cede: ammette di avere altra droga custodita in una seconda abitazione, poco distante, in disuso.

La seconda casa e il magazzino della chimica

Quando i militari accedono alla seconda abitazione, la scena che si presenta è quella di un vero e proprio deposito della droga. In salone, ben occultati, vengono rinvenuti:

  • 24 grammi di cocaina
  • Circa 1 chilogrammo di hashish
  • Poco più di 1,5 chilogrammi di marijuana
  • 56 grammi di ketamina in cristalli
  • 9 dosi di ketamina già confezionate per la vendita
  • 581 pasticche di ecstasy (MDMA) di diversi colori
  • 17 dosi di cocaina rosa

Assieme alla sostanza stupefacente vengono sequestrati anche bilancini di precisione e materiale per il confezionamento: bustine termosaldate, involucri in plastica, strumenti per il taglio e la suddivisione delle dosi.

Un profilo insospettabile, ma un ruolo centrale

L’uomo, formalmente senza alcun precedente penale e apparentemente ben integrato nel tessuto cittadino, ricopriva un ruolo marginale nel contesto lavorativo pubblico, ma potenzialmente centrale nel mercato dello spaccio locale. Non è la prima volta, dicono fonti investigative, che figure “pulite” vengano utilizzate per gestire porzioni di traffico in modo da aggirare controlli e sospetti.

Solo poche ore prima, a Grumo Nevano, era stato arrestato un operatore ecologico anch’egli incensurato, trovato in possesso di sostanze stupefacenti pronte per essere immesse nel mercato. Un segnale chiaro: la criminalità che ruota attorno allo spaccio non cerca più solo manodopera nei circuiti tradizionali, ma si affida sempre più spesso a soggetti fuori dal radar delle forze dell’ordine, per mimetizzare attività ad alta redditività.

Cocaina rosa e ketamina: le droghe della nuova movida

Tra le sostanze sequestrate, due elementi in particolare colpiscono gli investigatori: la cocaina rosa e la ketamina. La prima, conosciuta anche con il nome commerciale di 2C-B, è una droga sintetica di origine sudamericana, spesso associata ad ambienti festaioli elitari, rave o locali esclusivi. Viene venduta a prezzi elevatissimi – anche oltre i 200 euro al grammo – e non è ancora pienamente compresa dagli utenti occasionali, spesso ignari dei gravi rischi neuropsichiatrici che comporta.

La ketamina, invece, è un anestetico dissociativo utilizzato in ambito veterinario e chirurgico, che da anni è entrato nel mercato delle droghe ricreative. Il suo uso si sta diffondendo in maniera capillare tra adolescenti e giovanissimi, spesso ignari del suo potenziale neurotossico e della sua capacità di indurre stati psicotici anche gravi.

L’arresto e la custodia in carcere

Il trentaduenne è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito presso il carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri proseguono le indagini per accertare l’eventuale esistenza di una rete più ampia di distribuzione, nonché i canali di approvvigionamento della droga, in particolare per quanto riguarda le sostanze sintetiche.

Un fenomeno che cambia volto: la sfida per le forze dell’ordine

L’operazione di Bacoli rappresenta un’ulteriore conferma di come il mercato della droga stia mutando pelle. Non più (o non solo) nelle mani di pregiudicati e criminali “professionisti”, ma affidato a soggetti fino a ieri perfettamente integrati, con impieghi pubblici e vite apparentemente tranquille. Il volto “pulito” dello spaccio, che rende più difficile il lavoro di prevenzione e rende ancora più pericolosa la diffusione delle sostanze tra i giovani.

Il messaggio, tuttavia, è chiaro: l’attenzione investigativa non si ferma davanti alle apparenze. E la repressione si muove anche dove l’illegalità si traveste da normalità.

La droga nella movida non è solo consumo. È sistema. E la sfida, per arginarlo, è appena cominciata.

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