6 Ottobre 2026, martedì
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Proteste per Gaza, guerriglia urbana a Milano: scontri alla Stazione Centrale, 10 fermati e 60 agenti feriti

Lo sciopero generale proclamato dalle sigle di base porta in piazza decine di migliaia di manifestanti in tutta Italia. A Milano devastata la vetrata della stazione, tensioni anche a Roma, Bologna e Torino

AGGIORNAMENTO

Una giornata di mobilitazione nazionale a sostegno della popolazione di Gaza si è trasformata in un’ondata di tensione e violenza che ha attraversato più città italiane. Lo sciopero generale indetto dalle sigle sindacali di base ha richiamato decine di migliaia di persone in piazza, ma le manifestazioni sono degenerare soprattutto a Milano, dove la Stazione Centrale è diventata l’epicentro di una vera e propria guerriglia urbana.

Il corteo, partito con bandiere palestinesi e slogan contro i bombardamenti, è rapidamente sfociato nello scontro diretto con le forze dell’ordine. I manifestanti hanno distrutto la grande vetrata dell’ingresso principale della stazione, costringendo gli agenti a intervenire con lacrimogeni per disperdere la folla. La situazione è degenerata in pochi minuti, con lanci di oggetti, cariche e inseguimenti all’interno e all’esterno dell’hub ferroviario.

Il bilancio è pesante: oltre dieci persone sono state fermate, mentre circa sessanta appartenenti alle forze dell’ordine hanno riportato ferite di varia gravità. Ventitré di loro sono già stati trasportati in ospedale e certificati dai sanitari. Un numero che restituisce la misura di un’escalation che ha sorpreso per la rapidità e la durezza degli scontri.

Milano non è stata l’unica città attraversata dalle tensioni. Disordini e momenti di forte frizione si sono registrati anche a Roma, Bologna e Torino, con blocchi stradali, presidi spontanei e contestazioni che hanno rallentato la circolazione e generato ulteriori interventi da parte delle forze di sicurezza.

Lo sciopero generale, convocato per denunciare la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e chiedere un intervento concreto dell’Italia e dell’Unione Europea per fermare i bombardamenti, aveva mobilitato una galassia di sigle sindacali e associazioni vicine alla causa palestinese. In molte città i cortei si sono svolti in maniera pacifica, con ampie adesioni e slogan contro “l’inerzia della comunità internazionale”. Ma le immagini provenienti da Milano, con i vetri in frantumi della Stazione Centrale e i poliziotti feriti, hanno inevitabilmente catalizzato l’attenzione, oscurando il messaggio politico delle piazze.

La violenza esplosa nella giornata di mobilitazione apre un fronte politico e sociale destinato a pesare nelle prossime settimane. Da un lato la denuncia di chi scende in piazza contro quella che definisce una tragedia umanitaria senza precedenti; dall’altro la necessità, ribadita da istituzioni e governo, di garantire l’ordine pubblico e impedire che la protesta si trasformi in devastazione. Una frattura che rende ancora più teso il clima italiano attorno al conflitto mediorientale, mentre le piazze annunciano di non voler arretrare e le autorità si preparano a gestire nuove mobilitazioni.

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