Cinque anni dopo l’esplosione della pandemia, l’Italia continua a convivere con le tracce che il Covid-19 ha inciso nel tessuto sociale, economico e politico del Paese. Non si tratta soltanto del lutto per le vittime e delle difficoltà economiche ancora visibili in molti settori produttivi, ma anche delle fratture civili e istituzionali che, dal 2020 in poi, hanno alimentato tensioni e conflitti destinati a lasciare segni profondi nella vita democratica.
Per affrontare questa eredità complessa, domenica 21 settembre alle ore 16 si terrà a Marina di Casalvelino, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, il primo convegno dal titolo eloquente: “Covid-19 | 5 anni dopo – Economia, Finanza, Geopolitica, Diritti e Sanità”. L’appuntamento, ospitato all’Hotel Hydra Club, nasce con l’obiettivo dichiarato di andare oltre la cronaca e trasformarsi in un momento di riflessione collettiva, capace di intrecciare prospettive scientifiche, giuridiche ed economiche per interrogarsi su ciò che è cambiato e su ciò che ancora resta irrisolto.
Relatori e temi in discussione
Il parterre dei relatori riflette la volontà di affrontare la pandemia da punti di vista molteplici, talvolta anche controcorrente. L’avvocato e docente Angelo Turco dedicherà il suo intervento al tema delle “violazioni giuridiche e costituzionali delle norme Covid”, riaprendo il delicato capitolo delle restrizioni e della loro compatibilità con la Carta. Il medico Mariano Amici offrirà invece una lettura critica delle dinamiche sanitarie ed economiche, con una relazione dal titolo provocatorio “Come trasformare la malattia in un affare”, centrata sulle derive speculative che l’emergenza avrebbe generato. Sul fronte della geopolitica e della finanza, Gianmarco Landi analizzerà le ricadute globali del Covid-19, dalla riconfigurazione delle catene del valore internazionali alle nuove strategie di potere emerse nel post-pandemia.
Voci dal mondo istituzionale e culturale
Il confronto sarà arricchito da interventi che spaziano dalla finanza alle forze armate, dall’accademia alle istituzioni locali. Tra i protagonisti figurano Piero Rispoli, amministratore delegato della finanziaria Nhortigo; Giuseppe Catapano, avvocato e rettore dell’Università Auge; Luca Filipponi, direttore del Menotti Festival di Spoleto; Maurizio Esposito, generale dei Carabinieri in pensione e segretario generale di Adesso Italia; Angelo Sammartino, coordinatore campano della stessa associazione; Cesare Cilvini, presidente dell’Accademia Studi Giuridici Europei Auge; e Silvia Pisapia, avvocato e sindaco di Casalvelino. A seguire i lavori e a raccontarli al pubblico saranno anche voci del giornalismo come Massimo Menghini e lo stesso Filipponi, in veste di direttore del quotidiano La Notte.
Un’eredità politica ancora divisiva
Se l’emergenza sanitaria è ormai alle spalle, resta tuttavia aperto il bilancio politico e sociale di quegli anni. In Italia, le misure straordinarie – dai lockdown generalizzati all’introduzione del green pass – hanno polarizzato l’opinione pubblica come poche altre questioni nella storia recente. Per alcuni strumenti indispensabili a contenere i contagi, per altri limitazioni senza precedenti delle libertà personali. Le manifestazioni del movimento “No Green Pass”, che tra il 2021 e il 2022 hanno portato migliaia di persone in piazza, hanno rivelato un malessere diffuso fatto di sfiducia nelle istituzioni e radicalizzazione del dibattito pubblico.
Rimangono aperti nodi cruciali: la legittimità giuridica delle misure emergenziali, il rapporto tra scienza e politica, la gestione della comunicazione nei mesi più drammatici. Interrogativi che riguardano direttamente la capacità del sistema democratico di resistere e adattarsi a una crisi globale senza precedenti.
La pandemia come spartiacque globale
L’impatto del Covid-19 non si è limitato alla sfera sanitaria. Ha accelerato la digitalizzazione e, al tempo stesso, ha messo a nudo la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento mondiali. Ha rilanciato il ruolo degli Stati nazionali, in parte ridimensionando quello delle istituzioni sovranazionali, e ha acceso nuove tensioni geopolitiche, dalla corsa ai vaccini fino alla competizione sulle risorse strategiche.
È in questo scenario che si colloca il convegno di Casalvelino, con l’intento di offrire strumenti di lettura utili non solo a storici ed esperti, ma anche ai cittadini chiamati a misurarsi con un mondo trasformato dalla pandemia.
Dal Cilento una riflessione di respiro universale
La scelta del Cilento, terra legata all’idea di benessere e qualità della vita, ha un valore simbolico. In un luogo che evoca resilienza e memoria, il convegno intende proporre una riflessione che travalica i confini locali, per interrogarsi su come una crisi sanitaria abbia modificato non soltanto equilibri internazionali e sistemi economici, ma anche la percezione collettiva della libertà, della sicurezza e della responsabilità civile.
Il Covid-19, pur essendo ormai un capitolo chiuso sul piano strettamente sanitario, resta una questione aperta nella dimensione storica, politica e culturale. La vera sfida, cinque anni dopo, consiste nel trasformare quella ferita in occasione di crescita e consapevolezza.
Appuntamento: domenica 21 settembre, ore 16.00 – Hotel Hydra Club, Via Dominella 16, Marina di Casalvelino (SA).
