22 Settembre 2026, martedì
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Tragedia nel Garda: donna di 48 anni muore dopo un tuffo a Riva del Garda

Eleonora Franceschini, residente a Besenello, è stata ritrovata senza sensi sul fondale a pochi metri dalla riva. Vani i tentativi di rianimazione: è deceduta poco dopo l’arrivo in ospedale.

Riva del Garda (Trento) – Quella che doveva essere una tranquilla nuotata nelle acque cristalline del lago di Garda si è trasformata in tragedia nel tardo pomeriggio di venerdì. Eleonora Franceschini, 48 anni, residente a Besenello, ha perso la vita dopo essersi immersa nei pressi della spiaggia della Purfina, uno dei tratti più frequentati del litorale di Riva del Garda.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna si era tuffata per una nuotata in direzione delle boe, come fanno quotidianamente decine di bagnanti nella zona, approfittando della temperatura mite dell’acqua e della limpidezza che caratterizza il lago in questo periodo dell’anno. Ma qualcosa è andato storto.

A dare l’allarme è stata una turista, che a circa venti metri dalla riva ha notato una figura immobile sul fondale. È stato un attimo: la donna ha chiesto aiuto e i soccorsi si sono attivati con grande tempestività. I vigili del fuoco, giunti sul posto nel giro di pochi minuti, hanno recuperato Eleonora Franceschini già in arresto cardiaco.

Nel frattempo erano stati allertati anche i sanitari del 118. I tentativi di rianimazione sono proseguiti per diversi minuti direttamente sulla spiaggia, finché la donna è stata stabilizzata quel tanto che è bastato per procedere al trasporto d’urgenza, in elicottero, all’ospedale Santa Chiara di Trento. Ma ogni sforzo si è rivelato inutile: la 48enne è arrivata al pronto soccorso priva di vita.

Al momento non sono ancora chiare le cause esatte del decesso. Sarà l’autopsia, se disposta dall’autorità giudiziaria, a fornire risposte definitive. Si ipotizza un malore improvviso – un arresto cardiaco forse causato da un problema preesistente o da uno sforzo fisico in acqua – ma non si escludono del tutto altre possibilità. Nessun segno evidente di trauma, nessun elemento che faccia pensare a un incidente o a un gesto volontario: tutto lascia presupporre che Eleonora Franceschini sia stata colta di sorpresa da un malessere mentre stava nuotando.

La notizia ha colpito profondamente la comunità di Besenello, piccolo centro in provincia di Trento dove la donna era molto conosciuta. Le testimonianze parlano di una persona attiva, sportiva, amante della natura e delle attività all’aperto, per nulla nuova a quel tipo di escursioni in acqua. La sua scomparsa ha lasciato sgomenti amici, conoscenti e vicini di casa, che ora attendono con rispetto e discrezione che venga fatta piena luce su quanto accaduto.

Intanto, sul lungolago di Riva, teatro della tragedia, è rimasta a lungo la presenza discreta delle forze dell’ordine e dei soccorritori, mentre i bagnanti assistevano in silenzio, increduli, al tentativo di salvataggio prima e al trasporto in elisoccorso poi.

L’episodio riaccende, inevitabilmente, l’attenzione sui rischi legati alle attività acquatiche, anche in contesti apparentemente sicuri e controllati. Le autorità ricordano l’importanza della prudenza, soprattutto nelle ore più calde e in presenza di sforzi fisici, anche lievi, che in determinate condizioni possono provocare conseguenze imprevedibili.

Ma al di là delle raccomandazioni generali, resta il dolore per una vita spezzata troppo presto, in modo improvviso e silenzioso. Una giornata come tante, in un luogo di pace e bellezza, si è trasformata in un dramma che lascia sgomenta un’intera comunità.

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