6 Ottobre 2026, martedì
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Messico, treno travolge autobus a due piani: dieci morti e oltre sessanta feriti

La tragedia lungo la tratta Atlacomulco-Maravatío. L’autobus avrebbe tentato di attraversare i binari senza protezioni. Tra le vittime sette donne e tre uomini.

Un impatto devastante, in un punto della strada privo di barriere e segnaletica luminosa, ha trasformato un normale viaggio pendolare in una strage. È di almeno dieci morti e oltre sessanta feriti il bilancio del drammatico incidente avvenuto l’8 settembre nello Stato del Messico, quando un treno merci della compagnia Canadian Pacific Kansas City de Mexico ha travolto un autobus a due piani della linea Herradura de Plata.

La dinamica

Lo scontro si è verificato in una zona industriale lungo l’autostrada che collega Atlacomulco, circa 115 chilometri a nord-ovest della capitale, a Maravatío, nello Stato di Michoacán. Secondo le prime ricostruzioni, l’autobus avrebbe tentato di attraversare i binari proprio mentre sopraggiungeva il convoglio. Il treno ha centrato in pieno il fianco del mezzo passeggeri, spaccandolo in due e lasciando dietro di sé una scia di lamiere e disperazione.

Non si trattava di un passaggio protetto: in quel tratto, hanno sottolineato i media locali, mancavano barriere di sicurezza e segnaletica luminosa, una carenza infrastrutturale che da anni espone automobilisti e pendolari a rischi altissimi. Testimoni oculari hanno riferito che il macchinista aveva azionato il clacson, ma il bus, intrappolato dal traffico, non è riuscito ad arretrare in tempo.

Le vittime e i soccorsi

Il procuratore dello Stato del Messico ha confermato che tra le vittime ci sono sette donne e tre uomini. Almeno 61 persone sono rimaste ferite, alcune in condizioni critiche. Le immagini arrivate dagli ospedali mostrano scene di angoscia: famiglie in attesa di notizie, i nomi dei feriti scanditi a voce alta dagli altoparlanti, la tensione che cresceva a ogni aggiornamento medico.

Molti passeggeri sono stati trasferiti d’urgenza nei principali ospedali della zona, mentre altri, fortunatamente con lesioni lievi, sono stati dimessi già nelle ore successive. La rapidità dei soccorsi, resi difficili dal traffico e dal luogo impervio, ha comunque permesso di evitare un bilancio ancora più pesante.

Un problema strutturale

La tragedia accende i riflettori su un nodo irrisolto del sistema dei trasporti messicano: la sicurezza ai passaggi a livello. I dati ufficiali parlano di una crescita costante degli incidenti negli ultimi anni, passati da circa 600 nel 2020 a oltre 800 nel 2024. Numeri che descrivono una vera emergenza nazionale, in gran parte legata alla mancanza di infrastrutture adeguate e al traffico caotico delle grandi direttrici.

La compagnia ferroviaria Canadian Pacific Kansas City de Mexico ha espresso cordoglio per le vittime e ha invitato i conducenti alla massima prudenza nell’attraversamento dei binari. Un richiamo che rischia di suonare insufficiente, se non accompagnato da interventi strutturali per garantire sistemi di segnalazione e protezione più efficaci.

Una strage annunciata

L’incidente di Atlacomulco non appare come un episodio isolato, ma come il simbolo di una fragilità diffusa: infrastrutture spesso obsolete, controlli carenti e un volume di traffico in costante aumento. Per centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano verso Città del Messico, quel tratto di strada rappresenta una routine quotidiana. L’8 settembre, per decine di loro, si è trasformato in una trappola mortale.

La magistratura locale ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità, mentre il governo federale è già sotto pressione per garantire risposte rapide e concrete. Ma per le famiglie delle vittime, strette attorno a un dolore improvviso e insopportabile, restano soltanto il vuoto e la rabbia per una tragedia che forse poteva essere evitata.

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