Non servirà alcuna manovra correttiva e, soprattutto, non saranno chiesti nuovi sacrifici agli italiani. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante il suo intervento in videocollegamento al Forum The European House – Ambrosetti di Cernobbio, nel panel conclusivo dell’evento ospitato a Villa d’Este. Un’affermazione che, nelle intenzioni del titolare di via XX Settembre, rappresenta una discontinuità rispetto al passato, quando le leggi di bilancio erano spesso accompagnate da tagli e misure dolorose.
“Quest’anno non ci sarà bisogno di una manovra correttiva. È questa la vera novità rispetto al passato, quando le leggi finanziarie erano sinonimo di sacrifici per gli italiani”, ha scandito Giorgetti, rivendicando la linea seguita dal governo: un approccio definito “serio e pragmatico”, basato sulla prudenza e sull’affidabilità dei dati economici. Una rotta, ha aggiunto, che viene perseguita ormai da tre anni e che “sta producendo risultati importanti, anche per il sistema imprenditoriale e bancario”.
Il ministro ha inoltre sottolineato il rispetto, da parte dell’Italia, delle regole europee in materia di bilancio, un terreno sul quale Roma è stata spesso accusata in passato di scarsa disciplina. “Siamo tra coloro che, pur avendo contestato alcune normative, oggi le osservano con maggiore puntualità”, ha ricordato Giorgetti, evidenziando come il rispetto degli impegni sia un elemento decisivo per la credibilità del Paese sui mercati e a Bruxelles.
Accanto a questo quadro di relativa stabilità, resta però una variabile che potrebbe complicare i conti: la spesa per la difesa. L’escalation della guerra tra Russia e Ucraina, ha avvertito il ministro, genera pressioni crescenti sugli impegni militari degli Stati europei. “L’aumento delle spese in ambito difensivo va valutato con attenzione, perché potrebbe incidere sul nostro percorso di politica economica”, ha spiegato. Un monito che fotografa uno dei nodi più delicati per le economie europee, chiamate a coniugare esigenze di sicurezza con obiettivi di bilancio e di sostegno alla crescita.
Per Giorgetti la priorità rimane quella di non deviare dalla rotta tracciata: consolidamento dei conti, riduzione graduale del carico fiscale e misure a favore di famiglie e imprese. La sfida, ha osservato, sarà riuscire a mantenere questi impegni senza essere costretti a manovre aggiuntive, ma tenendo al tempo stesso sotto controllo le nuove pressioni derivanti dal contesto internazionale.
Il messaggio arrivato da Cernobbio, insomma, è chiaro: nessuna “stangata” in arrivo, ma massima attenzione a un equilibrio ancora fragile, in cui la politica economica italiana si muove tra le aspettative dei cittadini, le regole europee e l’impatto di una guerra che continua a pesare sull’agenda di governi e mercati.
