25 Settembre 2026, venerdì
HomeItaliaCronacaMaxi piantagione di marijuana scoperta a Santu Lussurgiu: arrestato un uomo, sequestro...

Maxi piantagione di marijuana scoperta a Santu Lussurgiu: arrestato un uomo, sequestro da quasi mille piante

Operazione “Demetra” dei Carabinieri di Oristano: individuata in una zona rurale una vasta coltivazione illegale di canapa. L’arrestato è un incensurato del posto. Indagini in corso per ricostruire la rete criminale.

SANTU LUSSURGIU – Una distesa verde, ben nascosta tra i campi dell’entroterra oristanese, alimentata da un impianto di irrigazione sofisticato e sorvegliata a distanza da occhi attenti. Così si presentava la maxi piantagione di marijuana scoperta nelle campagne di Santu Lussurgiu, dove i Carabinieri del Comando Provinciale di Oristano hanno messo a segno un nuovo colpo contro la coltivazione illegale di sostanze stupefacenti. In manette un uomo del posto, incensurato, colto in flagrante mentre curava le piante.

L’operazione, denominata “Demetra”, si è sviluppata nella mattinata del 5 settembre in un’area rurale del comune montano, noto per la sua tranquillità e l’identità agropastorale. Eppure, tra le sue colline, era nascosta una coltivazione illegale di marijuana composta da ben 904 piante di canapa, alte tra i 60 e i 110 centimetri, tutte irrigate da un impianto a goccia collegato a un pozzo, con pompa sommersa. Una struttura di coltivazione che, per dimensioni e organizzazione, ha richiesto un intervento congiunto e altamente specializzato.

Fondamentale, ancora una volta, è stato il contributo del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, reparto d’élite dell’Arma con base ad Abbasanta, e del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Cagliari-Elmas, impegnati in un servizio di aerocooperazione mirato proprio alla prevenzione e repressione delle coltivazioni illegali di cannabis, particolarmente frequenti in questo periodo dell’anno, in cui le piante giungono a maturazione.

L’individuazione della piantagione è stata resa possibile da una sinergia tra ricognizioni aeree e servizi di osservazione discreta svolti da terra: i “Cacciatori” hanno infatti sorvegliato per giorni l’area, senza avvicinarsi direttamente, utilizzando appositi equipaggiamenti ottici di lungo raggio. È stato così che gli investigatori sono riusciti a documentare la presenza di una persona intenta a irrigare le piante, elemento che ha portato al fermo immediato del presunto coltivatore.

Una volta in stato di fermo, l’uomo – residente a Santu Lussurgiu e fino ad ora incensurato – è stato accompagnato nella sua abitazione, dove resterà agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. A suo carico l’accusa è pesante: produzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Nel frattempo, le piante sono state prelevate e inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Cagliari, dove i primi accertamenti tecnici hanno confermato che si tratta di canapa da droga, con un principio attivo (THC) superiore ai limiti di legge. Di conseguenza, l’intera coltivazione è stata sottoposta a sequestro giudiziario.

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di interventi che stanno interessando l’intero territorio oristanese. Appena dieci giorni fa, infatti, un’altra importante azione repressiva aveva portato al sequestro di una piantagione a Villaurbana e all’arresto di otto persone, segno evidente di un fenomeno criminale strutturato e in crescita.

Secondo gli inquirenti, la Sardegna – per caratteristiche climatiche, estensione delle aree rurali e relativa scarsità di presidi fissi in alcune zone interne – viene sempre più spesso utilizzata come laboratorio a cielo aperto per la coltivazione su larga scala di marijuana. In questo contesto, l’Arma dei Carabinieri, su impulso della Procura della Repubblica di Oristano, ha intensificato controlli e attività di monitoraggio, facendo leva su tecnologia avanzata e reparti specializzati.

Nonostante l’arresto dell’uomo, le indagini non si fermano: i Carabinieri stanno proseguendo gli approfondimenti per identificare eventuali complici e risalire ai canali di smistamento della droga, che con tutta probabilità era destinata a mercati locali o extraregionali.

L’attenzione investigativa si concentra anche sul livello di organizzazione della piantagione, che – data la presenza di un sistema di irrigazione automatico e la scelta accurata della zona – potrebbe rivelarsi parte di un’attività ben più ampia e strutturata.

Nel frattempo, la magistratura oristanese, che coordina le indagini, valuta ulteriori provvedimenti e dispone analisi più approfondite, anche per chiarire il ruolo del soggetto arrestato: semplice coltivatore solitario o anello di una catena criminale più ampia.

Con l’operazione “Demetra”, i Carabinieri confermano la volontà di colpire con fermezza chi tenta di trasformare le campagne sarde in aree di produzione illegale di droga. Un segnale forte, in un contesto in cui la criminalità organizzata, seppur meno visibile rispetto ad altri territori, continua a cercare varchi nei circuiti economici e sociali locali.

La battaglia è in corso, e le forze dell’ordine ribadiscono che l’attenzione resta altissima.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti