BOLZANO – Una mattinata di apprensione in Alta Val Venosta, dove la terra ha tremato con due distinte scosse di terremoto avvertite dalla popolazione. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha registrato il primo evento sismico alle 9.49, con epicentro nei pressi di Malles Venosta (Bolzano) e una magnitudo di 3.6 a una profondità di circa 5 chilometri.
Poco dopo, una seconda scossa, di magnitudo 2.3 e con ipocentro a 7 chilometri di profondità, ha interessato la stessa area. Entrambe le scosse, localizzate dalla Sala Sismica Ingv di Roma, sono state chiaramente percepite dagli abitanti, che hanno segnalato vibrazioni improvvise e brevi oscillazioni, senza però conseguenze per persone o cose.
Secondo le prime verifiche della Protezione civile altoatesina e delle autorità locali, non risultano danni a edifici né interruzioni nei servizi. I rilievi tecnici proseguono, come da protocollo, per monitorare l’evoluzione della situazione.
Una regione a bassa pericolosità, ma non esente da rischi
L’Alto Adige non rientra tra le aree a più alto rischio sismico d’Italia, come invece accade per l’Appennino centrale o la Calabria. Tuttavia, la particolare conformazione geologica delle Alpi rende possibile la registrazione di scosse di lieve e media intensità. La Val Venosta, in particolare, è interessata da faglie profonde legate al complesso movimento della crosta terrestre nell’arco alpino.
Eventi come quello odierno rientrano nella cosiddetta sismicità diffusa alpina, caratterizzata da terremoti generalmente poco intensi, ma avvertibili dalla popolazione soprattutto nelle valli più strette e abitate.
Le misure di prevenzione e il ruolo della Protezione civile
In Alto Adige la Protezione civile mantiene un costante monitoraggio della sismicità attraverso una rete di sensori e collegamenti diretti con l’Ingv. Le amministrazioni locali, negli ultimi anni, hanno promosso campagne informative rivolte alla popolazione per sensibilizzare sui comportamenti da adottare in caso di scosse: mettersi al riparo sotto architravi, non utilizzare ascensori, allontanarsi da edifici e cornicioni pericolanti una volta usciti all’aperto.
A differenza delle zone appenniniche, qui le norme edilizie antisismiche sono meno stringenti, ma la crescente attenzione alla sicurezza e alla prevenzione ha portato a includere criteri di resistenza sismica anche nei nuovi progetti edilizi, soprattutto in ambito pubblico.
La memoria di episodi precedenti
Non è la prima volta che la Val Venosta registra scosse percepibili dalla popolazione. Negli ultimi decenni, l’area ha conosciuto altri episodi simili, sebbene sempre di intensità contenuta. La memoria collettiva resta legata a pochi eventi più significativi, come il terremoto del 2001 nella vicina Val di Non, di magnitudo 4.7, avvertito in gran parte del Trentino-Alto Adige.
Gli esperti sottolineano come episodi di magnitudo inferiore a 4.0, sebbene non in grado di provocare danni, rappresentino un utile richiamo all’importanza di diffondere una cultura della prevenzione, anche in territori a sismicità considerata bassa.
Nessuna criticità, ma monitoraggio in corso
Per gli abitanti di Malles e dei comuni limitrofi, la giornata è ripresa regolarmente dopo i momenti di apprensione, con la rassicurazione che non si segnalano criticità sul territorio. Le autorità locali invitano comunque alla prudenza e a seguire le indicazioni ufficiali in caso di nuove scosse.
L’Ingv continuerà a monitorare l’area per valutare eventuali repliche. La popolazione, intanto, resta vigile, con la consapevolezza di vivere in un territorio che, pur non essendo altamente sismico, non è del tutto immune alle improvvise vibrazioni della terra.
