ROVIGO – L’estate 2025 registra la prima vittima del virus West Nile in Veneto. Si tratta di Adriana Meneghelli, 81 anni, residente in provincia di Rovigo, deceduta nelle scorse ore a seguito di un’infezione neuroinvasiva riconducibile al virus trasmesso dalle zanzare. Il caso è stato confermato dalle autorità sanitarie regionali, che monitorano da settimane l’andamento delle arbovirosi diffuse in particolare nella pianura padana.
La donna, già affetta da patologie croniche, aveva manifestato nei giorni precedenti febbre alta e una sintomatologia di tipo neurologico. Il 22 agosto è stata ricoverata in ospedale, dove i medici hanno diagnosticato un quadro clinico grave: un’infezione da West Nile Virus evoluta rapidamente in encefalite. Nonostante l’intervento tempestivo del personale sanitario, il decorso si è rivelato fulminante e il decesso è avvenuto nel giro di 24 ore.
Un virus che circola silenziosamente
Il caso di Rovigo segna, di fatto, il primo decesso dell’anno in Veneto legato al virus West Nile, che torna a circolare con maggiore intensità nei mesi estivi, favorito dal clima caldo e umido e dalla presenza diffusa della zanzara Culex, principale vettore dell’infezione. La sorveglianza epidemiologica è attiva su tutto il territorio regionale, in particolare nelle province di pianura, dove l’ecosistema ambientale risulta più favorevole alla proliferazione delle zanzare e alla trasmissione del virus.
La forma neuroinvasiva diagnosticata alla signora Meneghelli rappresenta la manifestazione più grave, ma anche la meno frequente dell’infezione. Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, infatti, la maggior parte dei soggetti colpiti da West Nile Virus non sviluppa sintomi, oppure presenta sintomi lievi, simili a quelli di una sindrome influenzale. Nei soggetti più fragili, tuttavia – in particolare anziani o persone con patologie pregresse – il virus può superare la barriera ematoencefalica, raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare gravi complicanze, come meningiti, encefaliti o paralisi.
Sorveglianza sanitaria rafforzata e appello alla prevenzione
In seguito al decesso, le autorità sanitarie locali hanno avviato la consueta procedura di notifica alle strutture regionali di riferimento, rafforzando il monitoraggio sui territori circostanti. Le Ulss venete, insieme all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, mantengono attivo un piano di sorveglianza integrata che coinvolge anche l’ambito veterinario, con controlli sulla fauna selvatica (uccelli in particolare), sugli equidi e con il monitoraggio costante della densità di zanzare nei siti considerati a rischio.
La Regione Veneto rinnova l’invito alla cittadinanza ad adottare misure precauzionali per ridurre il rischio di punture: evitare ristagni d’acqua in giardini e terrazzi, utilizzare repellenti cutanei e proteggersi con abiti adeguati soprattutto nelle ore serali, quando l’attività delle zanzare è più intensa.
Un decesso che riaccende l’attenzione pubblica
La morte della signora Meneghelli, seppur circoscritta a un caso isolato, riaccende i riflettori su un’infezione che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nel bilancio sanitario delle regioni del Nord Italia, in particolare tra luglio e settembre. Nel 2022, il Veneto aveva registrato il più alto numero di casi gravi di West Nile Virus a livello nazionale, con oltre cento forme neuroinvasive e una decina di decessi. Da allora, la rete di prevenzione è stata potenziata, ma il rischio biologico associato al virus resta elevato nei mesi estivi.
In attesa di un vaccino, che ad oggi non è ancora disponibile per l’uomo, resta fondamentale la prevenzione individuale e ambientale. Le autorità sanitarie proseguono nel monitoraggio e invitano la popolazione, soprattutto le persone più vulnerabili, a non sottovalutare sintomi come febbre, mal di testa, confusione o rigidità nucale, rivolgendosi tempestivamente ai medici in caso di malessere.
La comunità di Rovigo si stringe intorno alla famiglia della vittima, mentre i sanitari ribadiscono l’importanza della vigilanza attiva per contenere il rischio e intervenire precocemente nei casi sospetti.
