SALERNO – È arrivata davanti al giudice la confessione di Christian Persico, il muratore 36enne accusato di aver ucciso l’ex compagna Tina Sgarbini, trovata senza vita nella sua abitazione di Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno. Dopo il fermo disposto sabato, oggi il gip ha convalidato l’arresto e ordinato la custodia cautelare in carcere.
Durante l’udienza, Persico ha ammesso le proprie responsabilità, mettendo fine a ore di silenzi e reticenze. Già nel biglietto lasciato ai genitori – “Ho fatto una cavolata” – si intravedeva una prima ammissione. Ma è stata la deposizione davanti al giudice a confermare in modo inequivocabile la colpevolezza dell’uomo, fermato dai carabinieri sabato sera nei pressi del luogo del delitto, dopo una fuga durata poche ore.
Secondo le prime ricostruzioni, alla base del femminicidio ci sarebbe stata la rottura di una relazione ormai segnata da contrasti e incomprensioni. Come ha raccontato il padre della vittima, Tina aveva deciso di allontanare l’ex compagno, accusandolo di non contribuire alla vita familiare e di “fare i comodi suoi”. Una decisione che, stando a quanto emerge dalle indagini, Persico non avrebbe accettato, fino a trasformare la tensione in un gesto estremo e irreparabile.
L’omicidio ha lasciato sgomenta l’intera comunità di Montecorvino Rovella. Davanti al municipio, oggi, campeggia uno striscione che recita: “L’amore non uccide. Riposa in pace Tina…”. Un segno tangibile del dolore collettivo per una perdita che nessuno, tra amici e conoscenti, si aspettava. “La nostra comunità è ancora sconvolta e attonita”, ha dichiarato il sindaco Martino D’Onofrio. “Non ci risultano denunce né segnali che potessero far pensare a un epilogo simile. È difficile intervenire quando non emergono situazioni di pericolo evidenti. Ora la priorità è stare accanto ai familiari e soprattutto ai tre figli di Tina, che da un giorno all’altro hanno perso la madre. Con l’Asl predisporremo ogni forma di sostegno psicologico”.
Gli inquirenti continuano a ricostruire con precisione le ultime ore di vita della donna e la dinamica di quanto accaduto tra venerdì e sabato notte, dentro quell’appartamento divenuto teatro di una tragedia insopportabile. La confessione di Persico chiude il cerchio investigativo, ma non allevia lo strazio di una comunità chiamata a fare i conti con l’ennesimo femminicidio, che lascia dietro di sé dolore, sgomento e domande senza risposta.
