5 Ottobre 2026, lunedì
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Escalation in Medio Oriente: attacchi israeliani a Gaza e nel sud del Libano

Colpita una scuola a Khan Younis, almeno cinque vittime. In Libano un drone uccide un uomo a bordo di una motocicletta. Fonti locali: la vittima aveva già perso due fratelli in precedenti raid

La tensione in Medio Oriente torna a salire bruscamente con due nuovi attacchi attribuiti alle forze israeliane, avvenuti nelle ultime ore tra la Striscia di Gaza e il sud del Libano. I raid, condotti con droni, hanno provocato vittime civili e alimentato ulteriormente un conflitto che, giorno dopo giorno, mostra sempre meno vie d’uscita.

Nel sud della Striscia di Gaza, almeno cinque persone sono morte in seguito a un attacco condotto da droni israeliani contro un edificio scolastico nella zona nord-occidentale di Khan Younis. La notizia è stata confermata da fonti sanitarie dell’ospedale Nasser, il principale presidio medico ancora operativo nella città, e rilanciata dall’emittente Al Jazeera. I dettagli dell’operazione sono ancora scarsi, ma secondo quanto riferito da testimoni locali, l’area colpita ospitava civili sfollati, come accaduto già in precedenti episodi simili durante il conflitto.

L’attacco si inserisce in un quadro di crescente pressione militare israeliana sulla Striscia, dopo mesi di operazioni mirate contro presunti obiettivi militanti, che però continuano a coinvolgere anche aree civili. Secondo osservatori internazionali e organizzazioni umanitarie, l’uso di droni in aree densamente popolate come Khan Younis continua a generare gravi rischi per la popolazione non coinvolta nel conflitto.

Nel frattempo, un altro attacco con drone ha colpito il sud del Libano, precisamente a Deir Sirian, nel distretto di Marjeyoun. In questo caso, l’obiettivo era una motocicletta in transito: il conducente, secondo quanto riferisce il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour, è stato ucciso sul colpo. Fonti locali hanno identificato la vittima come Salim Salman el Khatib. L’uomo, secondo ricostruzioni non ufficiali, sarebbe il terzo membro della sua famiglia a morire in un raid israeliano: due suoi fratelli erano stati uccisi in precedenti attacchi, segno di un legame, diretto o presunto, con gruppi attivi nell’area.

Dopo l’attacco, droni israeliani hanno continuato a sorvolare a bassa quota la zona, in un’azione che secondo gli analisti militari avrebbe anche un chiaro intento intimidatorio nei confronti delle milizie filo-iraniane operative nel sud del Paese, in particolare Hezbollah, le cui postazioni vengono frequentemente monitorate e colpite.

L’episodio si inserisce in un’escalation progressiva lungo la linea di confine tra Israele e Libano, dove gli scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah sono diventati quasi quotidiani da mesi, con un numero crescente di vittime civili e danni infrastrutturali significativi nelle aree rurali del sud libanese.

La simultaneità dei due attacchi — a Gaza e in Libano — riflette una strategia militare sempre più estesa da parte dello Stato ebraico, che mira a colpire in profondità sia i territori controllati da Hamas che le aree di influenza di Hezbollah, considerate da Israele come parte di un’unica minaccia strategica sostenuta dall’Iran.

Sul fronte diplomatico, la reazione della comunità internazionale resta finora contenuta, mentre le Nazioni Unite continuano a lanciare appelli per la de-escalation e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Le vittime civili, tuttavia, continuano ad aumentare, e con esse il rischio che il conflitto superi i confini già instabili della regione.

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