CATANIA — Un fronte di fuoco veloce e imprevedibile, sospinto da raffiche di vento improvvise e violente, ha messo in allarme residenti e autorità alle porte di Catania. Nel pomeriggio di ieri, un violento incendio è divampato sulla collina di San Gregorio, lambendo la Riserva Naturale Orientata Micio Conti e arrivando pericolosamente vicino al centro abitato.
Il rogo, che si è sviluppato in un’area collinare particolarmente secca a causa del caldo intenso e della prolungata assenza di pioggia, ha assunto in breve tempo proporzioni preoccupanti. La vegetazione, in larga parte composta da macchia mediterranea e sottobosco, ha alimentato le fiamme con estrema rapidità, complice il vento forte che ha più volte cambiato direzione, complicando ulteriormente il lavoro dei soccorritori.
Una corsa contro il tempo
Le condizioni meteo proibitive hanno inizialmente impedito l’impiego dei mezzi aerei, rendendo indispensabile l’intervento da terra. Sul posto sono stati immediatamente mobilitati tre autobotti e tre mezzi del Corpo Forestale, con un totale di dodici operatori, tra agenti in divisa e operai specializzati, impegnati a contrastare l’avanzata del fuoco e a difendere le abitazioni più vicine.
Le fiamme, in più punti, si sono avvicinate pericolosamente a recinzioni e abitazioni isolate, destando forte preoccupazione tra i residenti, alcuni dei quali hanno lasciato le proprie case in via precauzionale. La prontezza dei soccorsi e il lavoro coordinato tra le squadre a terra hanno permesso, dopo alcune ore, di contenere il perimetro dell’incendio e limitare i danni.
Il supporto aereo: cinque lanci per mettere in sicurezza l’area
Solo in un secondo momento, una volta che le condizioni del vento lo hanno consentito, è stato possibile far alzare in volo un elicottero antincendio, che ha effettuato cinque lanci d’acqua mirati sulle aree ancora attive e sui punti più critici, contribuendo a completare l’opera di bonifica e a scongiurare la ripresa del fuoco.
L’intervento aereo si è concentrato in particolare sui versanti più impervi della collina e nelle zone interne della riserva naturale, difficilmente raggiungibili dai mezzi terrestri. Qui, le fiamme avevano trovato terreno fertile, minacciando alcune specie vegetali autoctone e provocando danni all’habitat.
Una riserva sotto attacco
La Riserva Naturale Orientata Micio Conti, situata ai margini del centro urbano, è un prezioso polmone verde della zona etnea e ospita una ricca biodiversità. L’incendio ha interessato porzioni significative dell’area protetta, sollevando immediatamente l’allarme da parte di ambientalisti e amministratori locali. Al momento non è ancora disponibile una stima esatta dei danni ambientali, ma sarà avviato un monitoraggio nei prossimi giorni per valutare l’impatto sulla flora e sulla fauna.
Indagini in corso, forte il sospetto del dolo
Come spesso accade in casi simili, non si esclude l’ipotesi del dolo. Le autorità competenti hanno avviato un’indagine per chiarire le cause dell’innesco. La dinamica del rogo, partito in un punto isolato e in assenza di attività agricole o industriali in corso, alimenta il sospetto di un gesto doloso.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri Forestali per i rilievi e le prime indagini. Al vaglio, eventuali testimonianze e le immagini di videosorveglianza di abitazioni e strutture presenti nella zona.
Un’estate ad alto rischio
L’episodio si inserisce in un’estate ad alto rischio per tutta la Sicilia, dove il clima torrido e le condizioni di forte siccità stanno favorendo il moltiplicarsi di focolai. Solo negli ultimi dieci giorni, il numero di incendi boschivi nella provincia etnea ha superato la media stagionale, mettendo sotto pressione uomini e mezzi del sistema regionale di protezione civile.
Il sindaco di San Gregorio, in una nota diffusa in serata, ha ringraziato i soccorritori per il tempestivo intervento e ha annunciato la richiesta di uno stato di attenzione permanente per le aree collinari del territorio, particolarmente esposte in questo periodo dell’anno.
Una notte di paura, un giorno di bilanci
Mentre le squadre di bonifica continuano a sorvegliare l’area per scongiurare eventuali riprese, resta la paura vissuta da chi ha visto le fiamme affacciarsi a pochi metri dalla propria casa. Resta anche l’amarezza per l’ennesimo colpo inferto a un territorio fragile, che ogni estate si trova a fare i conti con il fuoco e con le sue ferite.
Ancora una volta, è la prontezza degli uomini sul campo a fare la differenza. Ma in assenza di prevenzione strutturale e controlli capillari, il rischio resta alto. E il fuoco, come si è visto, è sempre pronto a tornare.
