6 Ottobre 2026, martedì
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Ferragosto di Sicurezza: reati in calo, migranti sotto controllo e più prevenzione su terrorismo e cybercrime

Il dossier del Viminale 2025 traccia un bilancio tra luci e ombre: calano del 9% i reati complessivi, crescono gli ammonimenti per stalking, aumentano i rimpatri e si rafforza la vigilanza su terrorismo e cybersicurezza. Focus anche su scuole, spiagge e violenza di genere.

ROMA – L’Italia si scopre più sicura, ma non senza zone d’ombra. È quanto emerge dall’atteso dossier di Ferragosto 2025 del Viminale, il rapporto annuale che fotografa lo stato della sicurezza nazionale nei suoi diversi aspetti, dalla criminalità comune al terrorismo internazionale, dai flussi migratori alla cybersicurezza, fino alla tutela delle fasce più fragili della popolazione. Una radiografia puntuale, che evidenzia trend in miglioramento, nuove criticità e aree che richiedono un rafforzamento delle strategie di prevenzione.

Reati in calo, ma omicidi in controtendenza

Il dato più rilevante riguarda il calo generale della criminalità: nei primi sette mesi del 2025, il totale dei reati denunciati è sceso del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, diminuiscono furti (-7,7%), rapine (-6,7%) e violenze sessuali (-17,3%). Un segnale positivo, che si inserisce in un trend ormai pluriennale di riduzione dei reati predatori.

In controtendenza, però, gli omicidi volontari, che registrano un lieve aumento: da 178 a 184 casi (+3,4%). Un’anomalia statistica, ma che richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la guardia anche su crimini che, pur meno frequenti, incidono profondamente sul senso di sicurezza collettiva.

Violenza di genere: più ammonimenti, femminicidi ancora troppi

La piaga della violenza contro le donne rimane un’emergenza nazionale. Da gennaio a luglio 2025, si sono registrati 60 femminicidi, uno in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un aumento significativo degli omicidi commessi da partner o ex partner: da 33 a 38 casi, pari a un incremento del 15,1%. Un dato che sottolinea la dimensione relazionale e domestica di molti di questi crimini.

Ma il numero che più colpisce riguarda gli ammonimenti del questore, strumento amministrativo di prevenzione nei confronti di soggetti potenzialmente pericolosi: sono stati 7.571 nei primi sette mesi dell’anno, con un balzo del 70,6% rispetto al 2024. Di questi, ben 2.731 sono legati a casi di stalking, in aumento dell’84,6%. A oggi, sul territorio nazionale sono attivi 12.192 braccialetti elettronici, dei quali quasi la metà (5.929) utilizzati proprio per monitorare soggetti ammoniti per stalking. Una risposta tecnologica che affianca le misure preventive, ma che evidenzia anche l’espansione preoccupante del fenomeno.

Immigrazione: arrivi stabili, più rimpatri e partenze bloccate

Sul fronte migratorio, il dossier conferma un trend di stabilità negli arrivi via mare: da gennaio al 15 agosto sono stati 38.568, un dato in lieve aumento (+2,1%) rispetto ai 37.756 dello stesso periodo del 2024. Parallelamente, cresce in modo significativo l’attività di contrasto alle partenze: oltre 40mila migranti sono stati fermati in partenza dalle coste di Libia e Tunisia, anche grazie alla cooperazione con le autorità locali.

In aumento del 12,1% i rimpatri di stranieri irregolari (da 3.088 a 3.463), mentre cala del 22% il numero di richieste d’asilo, probabilmente anche in conseguenza di un incremento dei provvedimenti di diniego (+58,3%). La gestione dei flussi resta dunque una delle priorità del Viminale, con un’attenzione crescente alla dimensione della sicurezza, oltre che a quella dell’accoglienza.

Terrorismo internazionale: aumentano arresti e sorveglianza

Il 2025 ha visto una intensificazione dell’attività di contrasto al terrorismo internazionale. Nei primi sette mesi dell’anno sono stati arrestati 20 estremisti, contro i 13 dello stesso periodo del 2024, con un incremento del 53,8%. Particolare preoccupazione desta l’età dei soggetti coinvolti: i minorenni fermati per reati connessi all’estremismo sono raddoppiati, passando da 3 a 6.

Il monitoraggio dei foreign fighters, condotto dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA), riguarda attualmente 154 individui, cinque in più rispetto allo scorso anno. Dal 2022 a oggi, il numero di radicalizzati espulsi per motivi di sicurezza nazionale ha raggiunto quota 203.

Cybersicurezza: meno attacchi alle infrastrutture, ma più minacce terroristiche online

Sul fronte della cybersicurezza, il Viminale segnala un calo degli attacchi informatici alle infrastrutture critiche: -21,7%, da 7.263 a 5.685 episodi. Un risultato che riflette anche l’efficacia delle misure di difesa e prevenzione adottate negli ultimi anni.

Non diminuiscono però i pericoli. Crescono infatti del 56,3% gli interventi contro minacce informatiche con finalità terroristiche, e raddoppiano le indagini a carico di sospetti legati a queste attività. Stabili, invece, i numeri relativi a pedopornografia, frode informatica e truffe online, che continuano a rappresentare una porzione rilevante dei reati digitali.

Scuole e spiagge sotto sorveglianza: progetti speciali per sicurezza e legalità

Il dossier evidenzia infine il lavoro svolto per garantire sicurezza anche nei contesti più frequentati dalla popolazione. Sul fronte scolastico, il Viminale ha stanziato 1,5 milioni di euro per l’anno 2024-2025 a supporto di controlli antidroga nei pressi degli istituti, installazione di videosorveglianza, assunzione temporanea di agenti di polizia locale e campagne di prevenzione.

Non è stata trascurata nemmeno la sicurezza nelle località balneari, con l’iniziativa “Spiagge sicure” che ha coinvolto 50 comuni nell’estate 2025. Anche in questo caso, l’investimento complessivo è stato di 1,5 milioni di euro, con contributi fino a 30mila euro per singolo progetto, destinati a contrastare l’abusivismo commerciale e la vendita di merce contraffatta.

In sintesi, il quadro tracciato dal Viminale restituisce l’immagine di un Paese più protetto ma ancora impegnato su più fronti. Diminuiscono i reati comuni e gli attacchi cyber, migliora la gestione dei flussi migratori, e si intensifica il contrasto a fenomeni come terrorismo, stalking e violenza di genere. Tuttavia, i numeri – specie quelli legati ai femminicidi e alla radicalizzazione – parlano anche di sfide ancora aperte, che richiedono risposte coordinate e continue.

A ben vedere in faccia alla realtà, i dati saranno pure giusti. La percezione è di tutt’altra direzione.

In un’Italia dove la sicurezza si costruisce giorno per giorno, il dossier di Ferragosto resta un termometro per leggere la realtà e orientare le politiche pubbliche. Almeno così dovrebbe essere.

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