6 Ottobre 2026, martedì
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Entra in vigore l’European Media Freedom Act: un passo decisivo per la libertà di stampa in Europa

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, celebra l’entrata in vigore della storica normativa: “Una legge che rafforza la democrazia. I giornalisti devono essere liberi da minacce e interferenze”. Tra le misure: stop agli spyware e protezione contro le pressioni politiche.

Con l’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act (EMFA), l’Unione Europea compie un passo cruciale nella difesa della libertà di stampa e della pluralità dell’informazione, elementi fondamentali per la tenuta democratica del continente.

A sottolinearne l’importanza è stata la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha definito il provvedimento «una legge storica» e ha celebrato con orgoglio il ruolo centrale svolto dall’Eurocamera nel processo legislativo.

«Entra in vigore l’European Media Freedom Act. Orgogliosi del ruolo chiave del Parlamento europeo nel rendere realtà questa legge storica che rafforza la democrazia», ha dichiarato Metsola.
«In Europa e in tutto il mondo, i giornalisti devono essere protetti e liberi di svolgere il proprio lavoro senza paura, minacce o interferenze».

Un’architettura normativa per blindare l’indipendenza dell’informazione

L’EMFA nasce con l’obiettivo di rispondere alle crescenti preoccupazioni riguardo alla pressione politica e commerciale sui media, al ricorso a strumenti invasivi come gli spyware contro i giornalisti, e alla mancanza di trasparenza nella proprietà dei mezzi di comunicazione.

Il nuovo regolamento stabilisce un quadro giuridico uniforme a livello europeo per garantire che i media possano operare in modo libero, indipendente e senza indebite ingerenze. Le sue disposizioni vincolanti sono rivolte sia agli Stati membri sia agli operatori del settore, pubblici e privati.

Le misure chiave del Media Freedom Act

Tra i punti salienti del Media Freedom Act figurano:

  • Divieto di sorveglianza illegale: l’uso di spyware contro giornalisti e operatori dei media sarà ammesso solo in circostanze eccezionali e chiaramente definite, nel rispetto dei diritti fondamentali e con garanzie rigorose.
  • Protezione contro le interferenze politiche: i governi e le autorità pubbliche non potranno esercitare pressioni sulla linea editoriale dei media. Le decisioni editoriali dovranno rimanere autonome e indipendenti.
  • Trasparenza nella proprietà dei media: i cittadini avranno il diritto di conoscere chi controlla i mezzi di informazione. Gli Stati membri dovranno assicurare la pubblicazione di dati chiari sulla proprietà e sul finanziamento dei media.
  • Distribuzione equa della pubblicità istituzionale: le risorse pubblicitarie delle autorità pubbliche dovranno essere assegnate secondo criteri trasparenti e non discriminatori, per evitare favoritismi verso testate allineate con i governi di turno.
  • Tutela del pluralismo: sarà istituito un Comitato europeo per i servizi dei media, un organismo indipendente incaricato di vigilare sull’applicazione delle norme, monitorare i rischi per il pluralismo e fornire orientamenti agli Stati membri.

Una risposta al clima ostile che minaccia il giornalismo

Il Media Freedom Act arriva in un contesto segnato da crescenti minacce alla libertà dei media, anche all’interno dell’Unione. Negli ultimi anni, giornalisti europei sono stati sorvegliati illegalmente, aggrediti, e in alcuni casi persino uccisi — come accaduto a Daphne Caruana Galizia a Malta e Jan Kuciak in Slovacchia.

Secondo Reporters Sans Frontières, il contesto mediatico in diversi Paesi UE si è deteriorato, con governi che tentano di influenzare o manipolare l’informazione attraverso pressioni politiche, tagli alla pubblicità istituzionale, o l’acquisizione diretta di testate giornalistiche da parte di soggetti vicini al potere.

Il nuovo regolamento si propone di invertire questa tendenza, riaffermando il principio che la stampa libera è un pilastro della democrazia e che ogni tentativo di condizionarla è un attacco ai diritti fondamentali.

Metsola: “L’Europa deve dare l’esempio”

Per Roberta Metsola, questa legge rappresenta un segnale forte non solo all’interno dell’Unione, ma anche verso il resto del mondo.

«L’Europa deve essere un faro per la libertà di stampa globale», ha affermato.
«Con l’EMFA, l’UE si dota di uno strumento concreto per difendere la democrazia e chi la custodisce: i giornalisti».

Una legge che vincola, protegge e responsabilizza

L’European Media Freedom Act non è una dichiarazione d’intenti, ma un regolamento europeo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, il che significa che entra immediatamente in vigore senza la necessità di recepimento nelle legislazioni nazionali.

Questo garantirà uniformità nella protezione della libertà di stampa all’interno dell’Unione, colmando le lacune esistenti tra Paesi e riducendo gli spazi per abusi, censure o interferenze.

Una sfida ancora aperta

Con l’entrata in vigore dell’EMFA, l’Europa pone un punto fermo nella difesa dell’informazione libera. Ma la sua efficacia dipenderà da come sarà attuata concretamente nei vari contesti nazionali, e da quanto forte sarà la volontà politica di rispettarne lo spirito oltre che la lettera.

La sfida ora passa agli Stati membri, alle autorità di regolazione, agli editori e alle redazioni. Perché una legge, da sola, non basta a garantire la libertà: serve anche una cultura democratica diffusa che la sostenga e la difenda ogni giorno.

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