Roma – Dura presa di posizione di Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che interviene con toni netti nel dibattito acceso sulla gestione dell’immigrazione da parte del governo Meloni e, in particolare, sul caso giudiziario che coinvolge l’imam Almasri. Intervistata nel corso della trasmissione L’Aria che tira su La7, l’ex sindaca di Torino ha attaccato frontalmente, con dati alla mano, la premier, accusandola di utilizzare il caso per spostare l’attenzione pubblica dai fallimenti del suo esecutivo.
“Su temi delicati come la sicurezza nazionale, l’immigrazione e il caso Almasri – ha dichiarato Appendino – gli italiani meritano rispetto, non una propaganda di bassa lega di cui siamo stufi.”
Nel mirino della vicepresidente M5S c’è quella che definisce una strategia comunicativa sistematica del governo: alimentare tensioni istituzionali per mascherare l’inefficacia delle proprie politiche. “Giorgia Meloni si presenta come vittima e cerca sempre un nemico esterno, e stavolta tocca alla magistratura,” ha osservato Appendino, evidenziando quello che a suo avviso è un preoccupante tentativo di delegittimazione dell’autorità giudiziaria, in nome di un consenso da difendere a ogni costo.
Il bilancio del governo secondo il M5S: sbarchi in aumento e scelte discutibili
Nel suo intervento, Appendino ha fatto riferimento diretto ai numeri che, testimoniano il fallimento del governo sul fronte migratorio. “Se Meloni fosse una persona seria – ha incalzato – si fermerebbe un attimo a fare un bilancio delle sue politiche. E sapete cosa troverebbe? 260.000 sbarchi, +80% solo dalla Libia, un miliardo di euro buttato in Albania per un accordo che non risolve nulla.”
L’affondo è anche simbolico: il “blocco navale” promesso in campagna elettorale dalla leader di Fratelli d’Italia si è trasformato, in un fallimento evidente, aggravato da soluzioni estemporanee come il controverso accordo con l’Albania per il trasferimento dei migranti, costoso e ancora operativo solo in forma limitata.
“Altro che blocco navale: questo è il peggior risultato degli ultimi trent’anni”, ha sintetizzato Appendino, ribadendo una linea critica che il Movimento 5 Stelle porta avanti da mesi, in Parlamento e sui media.
Il caso Almasri e lo scontro tra politica e giustizia
Le dichiarazioni arrivano mentre il caso dell’imam Almasri – figura centrale in un’indagine che ha sollevato tensioni tra poteri dello Stato – continua a tenere banco. Dopo le critiche rivolte dalla premier Meloni alla magistratura per la gestione del dossier, in particolare alla Procura di Perugia, il dibattito si è spostato su un piano più ampio: il rapporto tra il potere esecutivo e quello giudiziario, sempre più spesso al centro di polemiche incrociate.
Appendino non usa mezzi termini per contestare la narrazione governativa: “La verità è che Meloni attacca i giudici perché non ha altri alibi da offrire. Se avesse un minimo di onestà intellettuale, si guarderebbe allo specchio e si renderebbe conto che ha governato e ha fallito.”
Una linea politica all’attacco
Le parole di Chiara Appendino si inseriscono in una strategia comunicativa più ampia del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi mesi ha fatto dell’opposizione netta alle politiche migratorie e securitarie del governo uno dei suoi cavalli di battaglia. L’M5S denuncia da tempo l’inconcludenza degli annunci dell’esecutivo, soprattutto in materia di gestione dei flussi migratori, protezione delle coste, rispetto dei diritti umani e gestione degli accordi internazionali.
Dall’altro lato, Palazzo Chigi difende la propria linea parlando di “realismo” e di “resistenza” di fronte a un fenomeno epocale come quello migratorio, complicato da crisi geopolitiche, instabilità nei Paesi africani e un’Europa ritenuta poco solidale. Ma le opposizioni, Appendino in testa, non sembrano disposte a fare sconti.
In vista dell’autunno politico, il tema immigrazione si scalda
Con un autunno politicamente caldo alle porte, tra la legge di bilancio e le elezioni europee in avvicinamento, l’immigrazione si conferma uno dei temi centrali del dibattito pubblico. Le tensioni tra poteri dello Stato, le polemiche sui numeri, gli accordi contestati e l’effettiva gestione del fenomeno saranno terreno di confronto e scontro per tutte le forze politiche.
E se da un lato Giorgia Meloni continua a difendere la sua linea come unica possibile, dall’altro voci come quella di Chiara Appendino continuano a incalzare il governo, chiedendo conto di promesse non mantenute, risorse sprecate e – come nel caso Almasri – attacchi istituzionali che rischiano di minare l’equilibrio democratico.
