ROMA – L’allarme lanciato da Chiara Appendino, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, arriva come un segnale politico forte in un’estate segnata da tensioni crescenti sul fronte previdenziale. Oggetto della denuncia è la possibile cancellazione definitiva dell’Opzione Donna, misura che consente alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata a fronte di requisiti contributivi specifici, accettando un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.
“Se davvero il Governo sta pensando di cancellare Opzione Donna – ha dichiarato Appendino in una nota ufficiale – ci troveremmo davanti non solo a un fatto gravissimo, ma a uno degli ennesimi tradimenti firmati Giorgia Meloni e centrodestra. L’Esecutivo ha già fortemente limitato questa misura con tre leggi di Bilancio in meno di tre anni, rendendola selettiva fino al punto da svuotarla di senso”.
La parlamentare pentastellata richiama i numeri a sostegno delle sue parole: nel 2024 sono state appena 3.573 le donne uscite anticipatamente con questo strumento, mentre nei primi sei mesi del 2025 le pensioni liquidate tramite Opzione Donna si sono fermate a 1.134, segnando un crollo di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un’emorragia silenziosa, secondo Appendino, conseguenza diretta dell’inasprimento dei criteri di accesso e della progressiva marginalizzazione della misura.
Nel mirino, oltre alla gestione concreta dell’Opzione Donna, c’è anche il contrasto tra le promesse elettorali del centrodestra e le scelte di governo. “Durante l’ultima campagna elettorale – sottolinea – Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano promesso di rendere Opzione Donna una misura strutturale. Oggi invece si voltano dall’altra parte, lasciando migliaia di lavoratrici senza strumenti per una pensione dignitosa e anticipata”.
Le parole di Appendino si inseriscono in un contesto più ampio di crescente disillusione sulle politiche previdenziali dell’attuale esecutivo, che aveva promesso pensioni minime a 1.000 euro e il superamento della legge Fornero. Promesse, secondo l’ex sindaca di Torino, “clamorosamente disattese”, tanto da spingere il Movimento 5 Stelle a preannunciare “un’opposizione durissima” nel caso il Governo dovesse procedere con l’abolizione definitiva dell’Opzione Donna.
In gioco, sottolinea Appendino, non c’è solo una misura previdenziale, ma la credibilità di chi governa e la coerenza tra ciò che si promette e ciò che si attua. “Ci aspettiamo qualunque tradimento da chi ha già dimostrato di non mantenere la parola data, ma cancellare Opzione Donna significherebbe infierire su un’intera generazione di lavoratrici che chiedono solo di poter accedere alla pensione con giustizia e dignità”.
In attesa di conferme ufficiali da parte dell’esecutivo, le parole della vicepresidente M5S suonano come un avvertimento e al tempo stesso un appello alla mobilitazione: il destino di una misura costruita negli anni con l’obiettivo di riconoscere le specificità del lavoro femminile rischia, ancora una volta, di essere sacrificato sull’altare delle compatibilità finanziarie.
