6 Ottobre 2026, martedì
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Kukla, la danza del pensiero: esce “Woodstock”, il nuovo singolo che anticipa Sistema Nervoso

Il brano, in uscita il 1° agosto, segna una svolta sonora e tematica: tra hip-hop urbano e riflessione politica, la cantautrice milanese con radici greche omaggia il mito del '69 e interroga il presente.

A pochi mesi dal lancio del progetto discografico Sistema Nervoso, in arrivo nella primavera del 2026, Kukla torna a farsi sentire con Woodstock, nuovo singolo in uscita venerdì 1° agosto su tutte le piattaforme digitali. È il quarto estratto dal doppio album e, insieme, una dichiarazione poetica e politica, nel solco di un percorso artistico che non ha mai separato il suono dal significato.

Con Woodstock, la cantautrice milanese di origini greche—al secolo Lesley Reina Fischer—abbandona le sonorità più intimiste per aprirsi a un registro ritmico e urbano, che mescola beat hip-hop, suggestioni elettroniche e un’attitudine dichiaratamente street. Ma il cambio di passo non scalfisce la coerenza autoriale: anche in questa nuova traccia, la scrittura resta densamente simbolica, vigile, radicata nella realtà.

Il titolo evoca inevitabilmente il leggendario festival del 1969, e il richiamo non è solo nominale. Il brano incorpora infatti un campione originale tratto dall’inaugurazione dell’evento, con la celebre frase “What’s happening in America?” che si fa perno tematico e pulsazione emotiva. A più di cinquant’anni di distanza, quella domanda risuona come un interrogativo ancora sospeso, attraversando il testo in un dialogo implicito con le trasformazioni politiche e culturali dell’Occidente contemporaneo.

“Woodstock è un pezzo diverso, più diretto,” spiega Kukla, “ma parla ancora di noi, della realtà che viviamo, delle contraddizioni quotidiane.” La tensione tra leggerezza apparente e densità tematica è centrale nell’estetica dell’artista: “Volevo una canzone che si potesse ballare, ma che lasciasse qualcosa. Unire ritmo e pensiero è il mio modo di fare musica.”

Su una base ipnotica, Kukla disegna una Milano febbrile, piena di contraddizioni, incapace di fermarsi, spesso troppo intenta a inseguire un’immagine di sé che le sfugge. Un’immagine riflessa anche nei versi del brano: “Mi sono lasciata un po’ andare / ancora non riesco a volare”, confessione e resistenza insieme, che mette a nudo la pressione performativa di un tempo ossessionato dal risultato.

Il singolo si inserisce in un progetto ampio e stratificato. Dopo l’esordio con Come si sta Bene, finalista ad Area Sanremo nel 2014, Kukla ha percorso una traiettoria che ha unito musica e arti visive, passando da collaborazioni con nomi storici della discografia (come Tino Silvestri e Mogol) a esperienze nel cinema indipendente con la casa di produzione Lateral Film. Il ritorno nel 2024 con Cose dell’Amore ha segnato l’inizio di una nuova fase: un linguaggio più maturo, più consapevole, dove ogni brano è parte di una narrazione coerente e sfaccettata.

Con Woodstock, Kukla conferma la propria identità autoriale e rilancia la posta in gioco. In un panorama musicale spesso frammentato tra estetica e contenuto, la sua proposta tiene insieme le due dimensioni, rifiutando la scorciatoia della semplificazione. E offrendo, in cambio, una canzone che si fa ballare. Ma che pretende anche di essere letta.

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