Con il voto favorevole del Senato, il decreto fiscale varato dal Governo nelle scorse settimane ha completato il suo iter parlamentare. Dopo l’approvazione alla Camera avvenuta il 22 luglio, il provvedimento ha ricevuto oggi l’ok definitivo da parte dell’Aula di Palazzo Madama. L’approvazione è avvenuta per alzata di mano, prassi prevista per i voti su cui non si chiede la registrazione nominale. Ora si attende solo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica per la sua entrata in vigore a tutti gli effetti.
Il decreto introduce una serie di disposizioni in materia tributaria e fiscale, tra le quali spicca l’istituzione di un nuovo ravvedimento speciale, destinato a imprese e professionisti che aderiranno al concordato preventivo biennale per il periodo 2025-2026. Si tratta di una misura che rientra nell’architettura più ampia della riforma fiscale voluta dal Governo, finalizzata a incentivare l’emersione spontanea delle basi imponibili e a semplificare i rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria.
Il ravvedimento speciale è concepito come uno strumento premiale per i soggetti che intendano regolarizzare spontaneamente le proprie posizioni fiscali, con la possibilità di ridurre le sanzioni amministrative previste per errori o omissioni dichiarative. In cambio, il contribuente è tenuto a dimostrare trasparenza e aderenza ai nuovi meccanismi di previsione e calcolo del reddito, nell’ambito del concordato preventivo biennale, che punta a introdurre criteri di affidabilità fiscale in chiave prospettica.
L’approvazione definitiva del decreto conferma l’orientamento del legislatore verso strumenti di compliance collaborativa, che privilegiano la prevenzione del contenzioso e l’adesione volontaria ai parametri di legalità fiscale. Una filosofia che, almeno nelle intenzioni, mira a ridurre il tasso di evasione, rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni e favorire un sistema tributario più stabile e prevedibile.
La conversione del decreto in legge rappresenta dunque un passaggio chiave nell’attuazione della riforma fiscale in corso, che il Governo considera uno dei pilastri della propria azione economica. Il provvedimento, al contempo tecnico e strategico, segna un ulteriore tassello nel riassetto del sistema impositivo italiano, in vista degli obiettivi di maggiore efficienza, equità e sostenibilità finanziaria.
