5 Ottobre 2026, lunedì
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Limarra porta a Catania il suo “Cosa Resterà”: un viaggio tra radici e futuro

Il 22 luglio, nel cortile estivo di Zō, il cantautore siciliano presenta dal vivo il suo nuovo album. Un intreccio di suoni tra funk, tradizione mediterranea ed elettronica per raccontare il tempo che passa e la ricerca di sé.

Un nome che sa di terra, una musica che guarda lontano. Martedì 22 luglio, il cantautore siciliano Limarra approda a Catania con il suo nuovo progetto discografico, “Cosa Resterà”, in un concerto inserito nella rassegna Raizes di Zō Centro Culture Contemporanee. L’appuntamento è alle 21:00 nello spazio all’aperto SpiazZō, in Piazzale Asia, Viale Africa.

Nato Piero Pizzo, classe 1986, Limarra è un artista capace di fondere la propria identità siciliana con un linguaggio musicale contemporaneo, vibrante, mai scontato. Il suo pseudonimo, che in dialetto ragusano significa “fango”, diventa manifesto artistico: una materia grezza e fertile, da cui far germogliare suoni radicati nella tradizione ma proiettati nel mondo.

Il concerto vedrà Limarra sul palco con la sua full band, composta da Alberto Amato (voce e chitarra elettrica), Michele Frasca (batteria), Omar Jebari (piano elettrico e synth), Simone Digiacomo (basso) e Nicola Catinaccio (percussioni). Insieme, daranno corpo e anima a un album che è molto più di una raccolta di canzoni: è un percorso umano e sonoro tra memoria, identità, trasformazione.

Un disco che interroga il tempo

“Cosa Resterà”, pubblicato il 20 dicembre 2023 e lanciato dal singolo “È Terribile”, è il secondo capitolo della carriera solista di Limarra, nato dopo anni di esperienze sui palchi europei con i Baciamolemani e collaborazioni con artisti come The Lumineers, Africa Unite, Roy Paci e Umberto Tozzi. Dopo l’esordio solista con Riconoscersi (2023), il nuovo album affina la scrittura e si apre a un suono più personale, complice la produzione artistica di Tony Canto.

Nove brani per raccontare la quotidianità di chi si interroga su ciò che resta — e ciò che cambia — nel tempo. Un disco attraversato da groove funk, suggestioni world music, sfumature elettroniche, ma sempre ancorato a una scrittura essenziale e profondamente umana. Temi come l’identità fluida, il senso di appartenenza, il bisogno di ritrovare un proprio spazio nel mondo si intrecciano in una narrazione che appartiene tanto all’artista quanto a chi ascolta.

Una voce mediterranea, globale

Il linguaggio musicale di Limarra è in continuo divenire. Alle spalle, c’è l’anima mediterranea della Sicilia; davanti, un orizzonte fatto di sperimentazione e ibridazione sonora. La sua musica prende forma nella mescolanza: un funk viscerale incontra la delicatezza acustica, l’elettronica si fonde con i ritmi tradizionali, in un mosaico che restituisce la complessità del presente senza mai perdere autenticità.

E se il primo ascolto seduce per la ricchezza delle sonorità, è la voce — intensa, viva, consapevole — a tenere tutto insieme: una voce che racconta storie vere, che parla di Sicilia ma anche del mondo, che scava nella memoria senza rinunciare al futuro.

Con “Cosa Resterà”, Limarra ci invita a fermarci, ad ascoltare e a riflettere. Un concerto che promette emozione, ritmo e consapevolezza. E che conferma la musica come terreno fertile per chi ha ancora voglia di cercare.

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