6 Ottobre 2026, martedì
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Milano, il Pd fa quadrato attorno a Sala: “Sì alla fiducia, ma servono segnali forti”

Dopo lo scossone dell’inchiesta urbanistica, il Partito Democratico conferma il sostegno al sindaco Giuseppe Sala. All’orizzonte, però, si impongono scelte nette: le dimissioni dell’assessore Tancredi, lo stallo sul caso San Siro e la necessità di una nuova visione per la città.

Nel momento più delicato del suo secondo mandato, Giuseppe Sala non resta solo. Il Partito Democratico, al termine di un confronto interno tenutosi alla vigilia del Consiglio comunale, ha ribadito il pieno sostegno politico al sindaco di Milano, nonostante l’inchiesta che lo vede tra gli indagati per presunte irregolarità nella gestione urbanistica del Comune.

“È stato un incontro costruttivo”, ha dichiarato il segretario metropolitano del Pd, Alessandro Capelli, sottolineando che il momento di difficoltà può trasformarsi in un’opportunità: “Può essere un’occasione per ripartire, rilanciando un confronto autentico con la città e affrontando le sfide più urgenti: il diritto all’abitare, l’accessibilità, l’equità e una visione pubblica della città”.

Dietro il linguaggio politico, però, emerge un messaggio chiaro: il Pd conferma la fiducia a Sala, ma chiede un cambio di passo. Un segnale che non può tardare ad arrivare e che, per i Democratici, deve partire con un gesto preciso: le dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi.

Il caso Tancredi e il futuro dell’urbanistica

Tancredi, figura chiave della macchina amministrativa milanese, è il nome più esposto nell’inchiesta. La Procura ne ha chiesto gli arresti domiciliari e mercoledì è previsto l’interrogatorio di garanzia, che l’assessore affronterà con l’intenzione di chiarire la propria posizione.

Secondo il Pd, la permanenza di Tancredi in Giunta non è più sostenibile: non solo per le accuse, ma perché è stato protagonista delle partite urbanistiche più complesse degli ultimi anni – su tutte, il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) e il Piano straordinario per la casa, che prevede 10mila alloggi per la classe media su aree comunali.

La sua uscita di scena, ormai data per imminente, potrebbe aprire lo spazio a una figura tecnica, di garanzia, non legata a logiche di partito, che traghetti il settore urbanistico fino alla fine del mandato.

Sala atteso in Consiglio: ottimismo sul futuro

Lunedì sarà il momento della verità. In Consiglio comunale, Sala chiarirà se e come intende proseguire. Dal Pd trapela ottimismo: il confronto con il sindaco è stato “franco e leale”, e l’impressione è che Sala sia pronto a rimanere al timone, a condizione di rilanciare l’azione amministrativa con maggiore incisività.

È un banco di prova politico, ma anche personale. L’inchiesta ha scosso il rapporto di fiducia tra la giunta e i cittadini, e ripartire significa anche aprirsi a nuove modalità di ascolto e trasparenza, come sottolineato nella nota diffusa dai Democratici.

Il nodo San Siro e la corsa contro il tempo

Intanto, sullo sfondo resta la partita San Siro, che si intreccia con l’inchiesta e rischia di saltare in extremis. Dopo anni di trattative, il Comune sembrava prossimo a concludere la vendita dello stadio e delle aree circostanti a Inter e Milan. Ma le nuove tensioni giudiziarie e politiche hanno raffreddato l’operazione.

Il Pd è scettico: chiudere l’intesa entro luglio, come previsto, non è realistico né opportuno. L’orientamento è di rimandare ogni decisione a settembre, anche perché la scadenza del 10 novembre incombe: da quel giorno, lo stadio Meazza compirà 70 anni e scatterà il vincolo di tutela sul secondo anello. Un vincolo che comprometterebbe i piani dei club, decisi ad abbatterlo per costruire un nuovo impianto.

Un altro dossier urgente, dunque, che si intreccia con il futuro politico di Sala e con la credibilità del centrosinistra al governo della città.

Milano si trova a un crocevia complesso: le inchieste giudiziarie, il malessere diffuso nei quartieri popolari, le grandi partite urbanistiche ancora aperte. Il Pd ha scelto di non lasciare solo il sindaco, ma chiede chiarezza, responsabilità e soprattutto una discontinuità tangibile nella gestione. Il rilancio passerà da scelte coraggiose, da un rinnovato patto con la città e da una direzione politica capace di unire trasparenza e visione. Sala ha ancora tempo per agire — ma non molto.

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