6 Ottobre 2026, martedì
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Pioggia di droni e missili su dieci regioni ucraine: oltre 300 attacchi in una notte

Zelensky denuncia un'offensiva su larga scala da parte della Russia. L’Unione Europea approva il 18° pacchetto di sanzioni, con nuove misure sul petrolio. Intanto Putin parla con Erdogan di “soluzioni diplomatiche”.

Ucraina sotto assedio nella notte: attacco massiccio con droni e missili. Bruxelles risponde con nuove sanzioni

Una delle offensive più intense degli ultimi mesi ha colpito l’Ucraina nella notte tra venerdì e sabato. Oltre 300 droni e più di 30 missili sono stati lanciati dalla Russia, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’attacco ha interessato dieci regioni del Paese, comprese Kiev e altre aree strategiche, e ha costretto le autorità a dichiarare l’allarme aereo nella capitale e in buona parte del territorio nazionale.

“È stato un bombardamento coordinato e prolungato”, ha dichiarato Zelensky sabato mattina, sottolineando la portata di un’operazione che ha messo ancora una volta sotto pressione le difese aeree ucraine. I dettagli sui danni e le vittime non sono ancora stati diffusi ufficialmente, ma secondo fonti locali le infrastrutture civili ed energetiche sono state tra gli obiettivi principali.

Sul fronte diplomatico, la giornata ha registrato nuovi sviluppi sul piano europeo. A Bruxelles, il comitato degli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell’UE ha trovato un’intesa sul 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Tra le misure approvate figura l’introduzione di un meccanismo dinamico di Oil Price Cap, che stabilisce un tetto massimo al prezzo del greggio russo pari al 15% in meno rispetto alla media di mercato. Un modo per colpire in modo più flessibile e tempestivo i profitti energetici di Mosca, in linea con l’andamento del mercato globale.

Mentre l’Unione Europea inasprisce le misure economiche, dal Cremlino arriva un segnale apparentemente distensivo. Il presidente russo Vladimir Putin, in un colloquio telefonico con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito la disponibilità di Mosca a cercare una “soluzione positiva e diplomatica” al conflitto. Una dichiarazione che, tuttavia, contrasta con la durezza dell’offensiva notturna sull’Ucraina, confermando la distanza tra retorica e realtà sul terreno.

La simultaneità di questi eventi — l’attacco su vasta scala, il nuovo pacchetto di sanzioni e l’apertura verbale del Cremlino — fotografa con chiarezza la complessità e l’instabilità del conflitto in corso, dove ai raid militari si affiancano manovre economiche e pressioni diplomatiche, ma senza segnali concreti di de-escalation.

Il conflitto continua, dunque, su più livelli. E l’Europa, pur con la lentezza che spesso accompagna le decisioni collettive, mantiene la rotta del sostegno a Kiev, mentre Mosca alterna colpi sul campo a dichiarazioni di apertura. Un equilibrio precario, destinato a influenzare gli sviluppi dei prossimi mesi.

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