7 Gennaio 2026, mercoledì
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Cetara chiude in bellezza la Festa del Libro: tra romanzi visionari, premi artistici e il centenario della “Fiera Letteraria”

Il 17 luglio cala il sipario sulla 19ª edizione di ..incostieraamalfitana.it: in piazza San Francesco spazio al romanzo “Ritorno a Sukut” di Sergio Martini, ai premi del Menotti Art Festival e al lancio della storica rivista culturale rilanciata da Luca Filipponi

CETARA – Si avvia al gran finale la 19ª edizione di ..incostieraamalfitana.it – Festa del Libro in Mediterraneo, una delle rassegne culturali più longeve e apprezzate del panorama letterario italiano. Giovedì 17 luglio, nella suggestiva cornice di piazza San Francesco a Cetara, andrà in scena il primo dei tre appuntamenti conclusivi della kermesse, in attesa dell’epilogo “fuori stagione” previsto per il 13 settembre a Palazzo Verone, nel borgo di Pontone di Scala, con il consueto “Dopo Festival”.

La serata, che avrà inizio alle ore 20.00, si preannuncia ricca di contenuti e ospiti di rilievo. Il penultimo Salotto letterario vedrà protagonista lo scrittore Sergio Martini con la presentazione del suo nuovo romanzo, “Ritorno a Sukut” (Felici Editore), un’opera di respiro internazionale, tanto avventurosa quanto allegorica, capace di mescolare introspezione esistenziale e riflessione politica.

La storia segue le orme di un uomo che, insoddisfatto e prigioniero della propria quotidianità, si ritrova tra le mani un’agenda che racchiude i sogni dell’adolescenza: un viaggio verso Sukut, città dell’Estremo Oriente sotto regime militare. Preso da un impulso irresistibile, lascia tutto e parte. Il suo percorso, punteggiato da incontri straordinari e paesaggi interiori, lo conduce infine a una città “liberata” da un enigmatico personaggio mascherato, il Kesa, figura ambigua che rappresenta l’eterna tensione tra liberazione e oppressione, verità e illusione. Tra richiami mitologici, riferimenti storici e atmosfere che evocano un Novecento inquieto, Martini propone una narrazione visionaria e profonda, destinata a lasciare il segno.

A seguire, nell’ambito dei gemellaggi culturali promossi dalla rassegna, riflettori puntati sulla rivista “La Fiera Letteraria”, che celebra proprio a Cetara il centenario della sua fondazione. A presentare l’edizione 2025, rinnovata nella grafica e nello spirito, sarà Luca Filipponi, presidente del Menotti Art Festival Spoleto e direttore del progetto editoriale “DuemilaArtisti – La Fiera Letteraria 2025”. La celebre testata, fondata nel 1925 e animata nel corso dei decenni da figure del calibro di Benedetto Croce, riparte con una nuova impostazione editoriale, fedele alla sua tradizione ma attenta ai linguaggi e alle urgenze culturali contemporanee.

Per la copertina dell’edizione del centenario, è stata scelta un’opera dell’artista boliviana Rita Elisa Landeau Orsini, a conferma della vocazione internazionale della rivista, oggi più che mai orientata al dialogo tra culture e alla valorizzazione della creatività globale.

Non mancheranno, infine, momenti dedicati al riconoscimento del talento. Nel corso della serata, Luca Filipponi consegnerà i Premi Speciali “Menotti Art Festival Spoleto” a sei personalità distintesi nei campi dell’arte, della cultura e dello spettacolo. I riconoscimenti andranno all’attrice e cantante Emanuela Mari, alla pittrice Annamaria De Vito, al compositore e musicista Alfredo Capozzi, all’artista ceramista Nicola Campanile, e – alla memoria – allo storico e scrittore Costantino Montesanto, figura intellettuale di primo piano prematuramente scomparsa. Anna D’Auria, scrittrice raffinata e impegnata, riceverà invece il Premio Speciale Cultura “Oscar Wilde”, assegnato a personalità che coniugano eleganza letteraria e impegno civile.

La serata di Cetara non rappresenta solo una tappa conclusiva, ma un punto d’arrivo simbolico per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo imporsi nel panorama nazionale come crocevia di esperienze, visioni, contaminazioni e linguaggi. Un luogo, fisico e ideale, in cui il Mediterraneo si riscopre non solo come spazio geografico, ma come orizzonte culturale, storico, umano. Con la promessa, già implicita, di un nuovo inizio.

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