6 Settembre 2026, domenica
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Esplosione al distributore Gpl di Roma: muore l’ispettore Eni Claudio Ercoli

Deceduto dopo tre giorni di agonia il tecnico 54enne gravemente ustionato nell’incidente a via dei Gordiani. Restano gravi i due agenti intervenuti per soccorrere i presenti. La Procura indaga sulle cause dell’esplosione.

È morto nella notte tra lunedì e martedì, al Centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio, Claudio Ercoli, 54 anni, ispettore tecnico dell’Eni. Le sue condizioni erano apparse da subito critiche a seguito della violenta esplosione avvenuta venerdì scorso in un distributore di Gpl in via dei Gordiani, alla periferia Est di Roma. Ricoverato in terapia intensiva con ustioni di terzo grado sul 55% del corpo, Ercoli è deceduto per uno shock termico irreversibile.

Esperto e stimato nell’ambiente professionale, l’ispettore stava effettuando una verifica tecnica su una cisterna di gas quando si è verificata la deflagrazione. Un boato violentissimo ha scosso la zona, generando una colonna di fumo visibile a chilometri e una nube tossica, che ha destato preoccupazione tra i residenti.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe avvenuta durante una fase di controllo sul flusso di Gpl. L’impatto ha provocato 43 feriti, tra cui due agenti della Polizia di Stato – il vice ispettore Marco Neri e l’agente Francesco D’Onofrio – che si trovavano sul posto per prestare aiuto a persone rimaste intrappolate nei pressi della cisterna. Entrambi sono ancora ricoverati in prognosi riservata al Policlinico Umberto I. Nelle ultime ore sono stati sottoposti a delicati interventi di chirurgia plastica ricostruttiva. Le loro condizioni sono stabili, ma la situazione resta complessa.

I due poliziotti sono stati elogiati per l’intervento tempestivo e il coraggio dimostrato: si erano avvicinati all’area a rischio nel tentativo di trarre in salvo alcuni presenti, pochi istanti prima della deflagrazione.

Indagini in corso: si ipotizza un errore umano

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per accertare cause e responsabilità. Al momento non ci sono indagati, ma gli inquirenti stanno lavorando su diverse piste, tra cui l’ipotesi di un errore umano nella gestione delle operazioni di manutenzione.

Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’impianto e stanno raccogliendo le testimonianze di chi era presente. Saranno decisivi anche gli accertamenti tecnici sulla cisterna esplosa e sulla strumentazione utilizzata durante la verifica.

L’episodio ha riportato sotto i riflettori il tema della sicurezza degli impianti Gpl all’interno dei centri abitati. Numerosi residenti della zona hanno espresso preoccupazione per i rischi legati alla presenza di strutture simili in aree densamente popolate, chiedendo controlli più frequenti e una revisione delle normative vigenti.

Cordoglio e allarme

La notizia della morte di Claudio Ercoli ha suscitato commozione all’interno dell’Eni e nel mondo del lavoro tecnico-specialistico. “Un professionista serio e preparato”, lo ricordano i colleghi. Il suo decesso, insieme alla gravità delle condizioni dei due agenti feriti, ha reso ancora più evidente l’urgenza di risposte chiare e misure concrete per garantire la sicurezza nei luoghi in cui si maneggiano materiali ad alto rischio.

Le indagini proseguono. Gli inquirenti intendono fare piena luce sull’accaduto, per accertare eventuali responsabilità e comprendere se vi siano state omissioni nei protocolli di sicurezza.

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