6 Ottobre 2026, martedì
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Tajani, il valzer dello Ius Italiae: “Tema serio, ma non è il primo della lista”

Il vicepremier apre — ma non troppo — sullo Ius Italiae: “Non è una priorità, ma è nel programma”. E tra un passo avanti e uno indietro, la politica sembra un ballo. Altro che Topolino.

A cura di Daniele Cappa

Lo Ius Italiae? “Non è l’emergenza numero uno”. Ma nemmeno un tema da lasciare alla sinistra. In perfetto stile Tajani, il vicepremier e ministro degli Esteri torna a parlare di cittadinanza al Forum in Masseria, con un’eleganza degna del Bolshoi: un passo avanti, uno di lato, mai troppi verso il centro della pista.

“Non sto facendo marcia indietro”, assicura, mentre molti osservatori cominciano a perdere l’orientamento nel girotondo retorico. “Un centrodestra moderno deve farsi carico di questo problema”, precisa, lanciando la sfida a sinistra ma anche al suo stesso campo. Poi, come in ogni coreografia ben studiata, arriva la precisazione che non ti aspetti ma sempre puntuale: “Lungi da me mettere in difficoltà il governo, figurarsi se potrei compiere una minima azione che possa danneggiare il centrodestra. Ho raccolto l’eredità di Berlusconi”. E, va detto, con la stessa abilità nel mantenere il ritmo.

Quanto all’ipotesi di far passare la proposta di legge con i voti dell’opposizione, il ministro fa un altro passo controllato: “Vorrei convincere i nostri alleati entrando nel merito”. Una mossa di classe, quasi da manuale di diplomazia da fumetto. Qualcuno giura che presto leggeremo tutto su Topolino, forse nella rubrica “Le grandi giravolte della politica”.

Ma al di là del tono, la questione resta: Forza Italia spinge per un aggiornamento delle regole sulla cittadinanza, soprattutto per i giovani nati o cresciuti in Italia da famiglie straniere regolarmente residenti. E Tajani cerca di mantenere il punto, senza però inciampare nel parquet della coalizione. Una sfida quasi acrobatica.

Nel frattempo, la musica continua. E il vicepremier, con l’aplomb di un primo ballerino, danza tra realismo politico e cautela di governo. Con un occhio ai sondaggi, l’altro ai suoi alleati. E magari uno anche ai fumetti.

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