7 Ottobre 2026, mercoledì
HomeMondoMezzo milione a Zagabria per il concerto di Thompson, icona della destra...

Mezzo milione a Zagabria per il concerto di Thompson, icona della destra nazionalista: 123 arresti

Record di presenze per il rocker croato Marko Perković Thompson, tra simboli ustascia, messaggi ultraconservatori e accuse contro i crimini del regime di Tito. Tensione politica e religiosa, ma la polizia resta a distanza.

Zagabria – Un evento da record e un concentrato di tensione politica e simbolica.
Oltre mezzo milione di persone si sono radunate sabato sera all’ippodromo di Zagabria per assistere al concerto di Marko Perković, in arte Thompson, cantautore folk-rock noto per essere l’idolo della destra nazionalista croata. Lo spettacolo ha infranto ogni precedente primato di affluenza per un evento a pagamento in Europa, superando persino il celebre concerto di Vasco Rossi a Modena del 2017, che contò circa 225mila spettatori.

Il concerto, il più imponente della storia croata, non è stato solo un evento musicale: ha assunto sin da subito un tono apertamente politico e identitario. Prima ancora della prima canzone, Thompson si è rivolto “all’Europa, che per tornare forte deve ritrovare le sue radici cristiane”. Un messaggio chiaro, accolto con entusiasmo dal pubblico, in gran parte composto da sostenitori della destra radicale.

Durante la serata, l’artista ha rievocato episodi storici del dopoguerra, parlando dei crimini commessi dai partigiani comunisti jugoslavi contro i croati nel 1945, affermando che “mezzo milione di croati furono uccisi”. “Oggi qui siamo tanti quanti i nostri morti”, ha dichiarato dal palco. Tuttavia, secondo le principali fonti storiche, il numero delle vittime si aggirerebbe attorno a 50.000.

Lo spettacolo ha incluso anche momenti religiosi: durante la prima pausa, un sacerdote ha impartito la benedizione ai presenti, mentre nel cielo una flotta di droni disegnava l’effigie della Madonna e una gigantesca croce luminosa. Sul palco e tra il pubblico, numerose le figure della politica conservatrice croata: erano presenti diversi ministri dell’attuale governo guidato dal premier Andrej Plenković, il presidente del Parlamento Gordan Jandroković, e l’ex premier sloveno Janez Janša, esponente di spicco della destra populista.

Non sono mancati i segnali di preoccupazione. Tra la folla, molti indossavano magliette e portavano simboli riconducibili al regime ustascia, lo stato filonazista che governò la Croazia tra il 1941 e il 1945. In diversi casi si trattava di invocazioni e simboli vietati, ma la polizia ha scelto di non intervenire sul posto per evitare escalation di tensione. Le autorità hanno però comunicato che potrebbero scattare denunce per apologia del fascismo e istigazione all’odio, in base alle immagini raccolte dalle numerose telecamere installate nella zona.

Il bilancio finale dell’evento parla di 123 arresti: 111 per possesso di materiale pirotecnico, gli altri per disturbo dell’ordine pubblico. Nessun incidente grave, ma l’eco politica e simbolica della serata è destinata a lasciare il segno nel dibattito croato ed europeo.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti