22 Settembre 2026, martedì
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Gaza sotto il sole rovente: emergenza acqua e condizioni disperate per due milioni di persone

Caldo estremo, carenza idrica e infrastrutture fatiscenti aggravano la crisi umanitaria. Le ong lanciano l’allarme: rischio di malattie e sofferenze in crescita tra gli sfollati.

GAZA – Il caldo torrido che attanaglia Gaza in queste settimane sta generando un “effetto domino” dagli impatti drammatici sulla vita dei suoi due milioni di abitanti, molti dei quali sfollati e costretti a vivere in tendopoli. La combinazione di temperature eccezionalmente alte e una cronica scarsità di acqua pulita sta aggravando una crisi umanitaria già grave.

Le organizzazioni non governative impegnate sul territorio segnalano da tempo la fragilità delle infrastrutture essenziali: la ridotta disponibilità idrica, le reti fognarie inefficienti e il progressivo restringersi degli spazi abitativi rischiano di scatenare un aumento significativo di malattie infettive e altre patologie. In particolare, la mancanza di acqua potabile si fa sentire in modo allarmante in questa torrida estate, quando la maggior parte della popolazione non può far altro che convivere con condizioni igienico-sanitarie precarie.

“Non c’è elettricità, non c’è niente. I palestinesi non riescono a dormire, e i bambini piangono per tutto il giorno, fino al tramonto”, racconta una testimone oculare, descrivendo un quadro di estrema sofferenza e disagio.

La combinazione di caldo intenso, scarsità di risorse e condizioni abitative precarie alimenta un’emergenza che rischia di degenerare ulteriormente nelle prossime settimane, con conseguenze umanitarie pesantissime. La comunità internazionale e le organizzazioni di soccorso sono chiamate a intervenire con urgenza per evitare il collasso di un sistema già al limite.

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