6 Ottobre 2026, martedì
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Istanbul, assalto alla rivista satirica Leman dopo una vignetta su Maometto: arrestato l’autore

Violenta reazione contro il settimanale turco dopo la pubblicazione di un’illustrazione raffigurante Maometto e Mosè. Il disegnatore e tre redattori sotto indagine per offesa ai valori religiosi.

Istanbul – Attacco alla libertà di satira e tensione crescente attorno alla libertà di espressione in Turchia. Nella serata di lunedì, la sede del settimanale satirico Leman, nel centro di Istanbul, è stata presa d’assalto da un gruppo di manifestanti dopo la pubblicazione di una vignetta che raffigura il profeta Maometto insieme a Mosè.

Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni individui – identificati come appartenenti a gruppi islamisti – hanno cercato di sfondare l’ingresso dell’edificio, lanciando pietre e bastoni e infrangendo diverse finestre, prima dell’intervento delle forze dell’ordine che hanno bloccato l’irruzione e disperso i manifestanti.

Poco dopo, è scattato l’arresto dell’autore della vignetta, identificato con le iniziali D.P., già noto nell’ambiente satirico turco. Un video diffuso sui social mostra il momento in cui l’uomo viene immobilizzato da agenti di polizia sui gradini di un edificio, in una scena che ha acceso ulteriori polemiche.

“Maledico chi insulta il nostro Profeta”

A confermare l’arresto è stato direttamente il ministro dell’Interno, Ali Yerlikaya, che su X ha denunciato pubblicamente il contenuto della vignetta: “Maledico ancora una volta coloro che cercano di seminare l’ipocrisia disegnando caricature del nostro Profeta”.

Anche il ministro della Giustizia, Yılmaz Tunç, è intervenuto duramente, dichiarando che “la mancanza di rispetto per le nostre convinzioni non è mai accettabile”. Contestualmente, la Procura generale di Istanbul ha aperto un’indagine per il reato di “offesa pubblica ai valori religiosi”, come previsto dall’articolo 216 del codice penale turco.

Oltre all’autore, sono state emesse misure di custodia cautelare nei confronti di tre membri della redazione di Leman: due caporedattori e il direttore responsabile.

La vignetta e il contesto

Il disegno incriminato è apparso sull’edizione del 26 giugno di Leman e raffigura Maometto e Mosè fluttuare nell’aria in una città devastata da bombe e proiettili. I due profeti si stringono la mano: “Selam aleykum”, saluta Maometto; “Aleikhem shalom”, risponde Mosè. Un messaggio di pace – almeno nelle intenzioni – lanciato da due figure simboliche delle religioni monoteiste, ma che ha scatenato l’indignazione dei settori religiosi più conservatori.

Un clima già segnato da precedenti episodi

Non è la prima volta che l’umorismo satirico entra in rotta di collisione con l’ortodossia religiosa in Turchia. Nel 2012 la sede della rivista Penguen fu data alle fiamme dopo la pubblicazione di vignette simili, e nel 2011 il disegnatore Bahadır Baruter fu portato in tribunale con l’accusa di aver offeso i valori religiosi attraverso un’illustrazione.

Nel 2015, infine, i giornalisti Ceyda Karan e Hikmet Çetinkaya del quotidiano Cumhuriyet furono incriminati per aver ripubblicato la copertina di Charlie Hebdo all’indomani dell’attentato jihadista alla redazione del settimanale francese.

Satira sotto assedio

L’episodio di Leman riaccende il dibattito sul difficile equilibrio tra libertà di espressione e rispetto delle sensibilità religiose in Turchia. Un Paese in cui, sempre più spesso, l’ironia viene trattata come una minaccia e non come uno strumento critico e culturale. La reazione spropositata contro una vignetta – a cui si accompagna un intervento giudiziario severo – mostra un contesto in cui la satira rischia di essere criminalizzata, e chi la pratica di finire in prigione.

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