5 Ottobre 2026, lunedì
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Neonati sepolti in giardino: al via il processo a Chiara Petrolini

Accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere, la giovane di Traversetolo ha chiesto una perizia psichiatrica. La procura non si oppone, ma chiede di attendere lo sviluppo dell’istruttoria.

È cominciato davanti alla Corte d’Assise di Parma il processo a carico di Chiara Petrolini, la giovane donna di Vignale di Traversetolo, accusata di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e soppressione di cadavere. Un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica: due neonati, partoriti nel 2023 e nel 2024, sarebbero stati uccisi e poi sepolti nel giardino della villetta di famiglia, dove viveva con i genitori.

L’imputata è comparsa in aula con largo anticipo rispetto all’orario fissato per l’inizio dell’udienza. Silenziosa e composta, ha assistito all’avvio di un procedimento destinato a far luce su una vicenda dai contorni ancora oscuri, in cui si intrecciano tragedia personale, isolamento e interrogativi sulle condizioni psichiche dell’imputata.

Proprio su questo punto si è concentrata la prima mossa della difesa: richiesta di una perizia psichiatrica, per accertare la capacità di intendere e volere della giovane al momento dei fatti. Il pubblico ministero Francesca Arienti non si è opposta alla richiesta, pur suggerendo alla Corte di rinviare ogni decisione in merito all’esame peritale fino a una fase più avanzata dell’istruttoria, quando il quadro probatorio sarà più definito.

In aula erano presenti anche l’ex fidanzato di Chiara Petrolini – padre presunto di almeno uno dei due neonati – e i suoi genitori, tutti costituiti parte civile. Una presenza che ha aggiunto ulteriore carico emotivo a un processo che, per la sua natura e per le domande che solleva, promette di essere tanto delicato quanto complesso.

La prossima udienza è stata fissata per le prossime settimane. Nel frattempo, resta al centro dell’attenzione la richiesta della difesa, che potrebbe cambiare l’orientamento dell’intero processo. La Corte dovrà ora decidere se affidare subito l’incarico a un collegio peritale o attendere ulteriori elementi emersi dall’istruttoria.

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