ROMA — Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo Decreto flussi per il triennio 2026-2028. Il provvedimento, approvato sotto forma di Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri), stabilisce la programmazione degli ingressi regolari di lavoratori stranieri in Italia nel corso dei prossimi tre anni.
Secondo quanto emerso, il piano triennale prevede un tetto complessivo di circa 500mila ingressi, distribuiti su base annuale, per rispondere alla domanda del mercato del lavoro in determinati settori economici. La misura mira a regolamentare e razionalizzare i flussi migratori legati all’occupazione, promuovendo canali legali di accesso e contribuendo, al contempo, a contrastare il lavoro sommerso.
L’approvazione del decreto rappresenta un passaggio fondamentale nella gestione strutturata dell’immigrazione per motivi di lavoro, in linea con le esigenze produttive espresse dalle imprese e con le indicazioni già fornite da regioni e parti sociali nel corso della fase di consultazione.
I dettagli operativi — come la ripartizione per settore, le modalità di presentazione delle domande e i requisiti specifici — saranno definiti con successivi provvedimenti attuativi.
L’iniziativa si inserisce nella strategia del governo volta a coniugare rigore nei controlli con l’apertura di percorsi legali per l’ingresso e l’integrazione dei migranti, in un’ottica di pianificazione di lungo periodo e di sostenibilità del sistema economico e sociale italiano.
