Milano – Due incidenti mortali sul lavoro, avvenuti a poche ore di distanza e a pochi chilometri l’uno dall’altro, gettano nuovamente un’ombra sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia. Le vittime sono due operai, di 54 e 57 anni, deceduti in circostanze simili mentre erano impegnati in attività all’interno di cave, rispettivamente a Botticino, nel Bresciano, e a Faloppio, in provincia di Como.
Botticino: schiacciato da una lastra di marmo
Il primo incidente si è verificato nella mattinata del 24 giugno a Botticino, zona nota per l’estrazione del pregiato marmo locale. La vittima è un operaio di 54 anni, impegnato in attività di lavorazione e taglio all’interno di una cava. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto da una pesante lastra di marmo per cause ancora da accertare.
Immediati i soccorsi: l’operaio è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma le gravi ferite riportate si sono rivelate fatali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dell’Ats per avviare gli accertamenti e stabilire eventuali responsabilità legate alla sicurezza dell’impianto.
Faloppio: travolto dai detriti in cava
Poche ore dopo, un secondo dramma si è consumato in una cava di ghiaia in località Fornace, nel comune di Faloppio (Como). La vittima, un uomo di 57 anni, stava operando in un’area di scavo quando è stato improvvisamente travolto da un ammassamento di detriti.
Quando il personale del 118 è riuscito a raggiungerlo, l’operaio era già privo di vita. Anche in questo caso sono in corso le verifiche da parte delle forze dell’ordine e dei tecnici della prevenzione per chiarire dinamiche e condizioni operative.
Una giornata nera per la sicurezza
La doppia tragedia riaccende l’allarme sulle morti bianche, in un settore – quello dell’escavazione e della lavorazione lapidea – dove il rischio è elevato e richiede misure di protezione rigorose e costantemente aggiornate.
Le procure territoriali hanno aperto fascicoli per omicidio colposo al fine di accertare eventuali violazioni delle normative in materia di sicurezza. I sindacati locali chiedono da tempo maggiori investimenti in prevenzione e formazione, denunciando la persistenza di “zone grigie” nei controlli e nelle misure di tutela.
Ogni anno, secondo i dati INAIL, centinaia di lavoratori perdono la vita in Italia a causa di infortuni sul lavoro. Solo nel 2024, in Lombardia, si contano già decine di decessi. Una statistica drammatica che trasforma queste tragedie individuali in un’emergenza collettiva.
In attesa dei risultati delle indagini, restano il dolore e la rabbia per due vite spezzate mentre facevano il proprio dovere.
