Roma – “Trump farà qualunque cosa gli chieda Netanyahu, e Meloni gli va dietro. Questo sarebbe il sovranismo italiano?”
È una critica senza sconti quella lanciata dalla vicepresidente del Movimento 5 Stelle durante la trasmissione Tagadà in onda su La7. Un attacco diretto alla linea del governo sulla politica estera, in particolare in relazione al conflitto in Medio Oriente e ai rapporti con Stati Uniti e Israele.
“Meloni non detta la linea, non tocca palla. Subisce Trump, che è lo zerbino di Netanyahu”, ha dichiarato la vicepresidente M5S, puntando il dito contro un esecutivo accusato di mancanza di autonomia e visione internazionale.
Nel mirino anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “che poco prima di presentarsi in Commissione aveva dichiarato che non era previsto alcun attacco imminente da parte di Israele. I fatti lo hanno smentito.”
L’affondo del Movimento: “Altro che sovranismo, Meloni segue e non guida”
La vicepresidente ha sollevato dubbi sull’effettiva indipendenza del governo Meloni in ambito internazionale, mettendo in discussione la coerenza dell’identità “sovranista” rivendicata dalla premier e dal suo partito.
“Preoccupante”, ha aggiunto, “che l’Italia si accodi senza alcuna voce critica a una linea dettata da Trump, che a sua volta si limita a seguire le posizioni di Netanyahu”.
Le parole fanno eco al clima teso che da giorni domina il dibattito politico in Italia, soprattutto dopo il riaccendersi del conflitto tra Israele e Hezbollah lungo il confine con il Libano e le mosse di Washington nel tentativo di mediazione.
Il caso Tajani e il ruolo dell’Italia
Nel corso del suo intervento, la vicepresidente M5S ha anche sottolineato quella che a suo avviso è una contraddizione nel comportamento del ministro Tajani: da un lato rassicurazioni sulle prospettive militari nella regione, dall’altro la realtà di un’escalation concreta e pericolosa.
Il Movimento 5 Stelle da tempo chiede una posizione italiana più autonoma e orientata al multilateralismo, e oggi rilancia l’accusa di un esecutivo sbilanciato su posizioni filo-statunitensi e poco incisivo in ambito diplomatico.
Una polemica destinata a crescere
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per la politica estera italiana, con la presidente del Consiglio attesa nei prossimi giorni a incontri chiave sul fronte NATO e Mediterraneo.
La polemica lanciata dai 5 Stelle — che tocca in modo esplicito l’equilibrio tra sovranità nazionale e alleanze strategiche — potrebbe dunque tradursi in un banco di prova per la credibilità internazionale del governo.
Nel frattempo, l’opposizione promette battaglia anche in Parlamento. E la tensione tra i palazzi di Roma e gli equilibri globali continua a salire.
