6 Ottobre 2026, martedì
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Cittadinanza, l’appello di Mattarella: “Ascoltare gli italiani all’estero. Possibili riconsiderazioni”

Il Capo dello Stato interviene sul decreto legge che modifica l’accesso alla cittadinanza: “Serve un confronto attento e rispettoso del legame con le nostre comunità nel mondo”

Roma – Sul controverso decreto legge che riforma le regole per l’ottenimento della cittadinanza italiana, arriva una riflessione misurata ma incisiva del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante un intervento istituzionale dedicato agli italiani nel mondo, il Capo dello Stato ha sottolineato con lucidità le criticità emerse dal recente provvedimento, auspicando un confronto aperto e la possibilità concreta di eventuali “riconsiderazioni”.

“Il tema ha suscitato attenzione, ma anche spaesamento,” ha affermato Mattarella, riferendosi all’impatto che la nuova normativa ha avuto soprattutto tra le comunità italiane all’estero. “Sarà certamente utile – ha aggiunto – seguire con attenzione la riflessione che si svilupperà nel Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), per favorire una meditata considerazione e, se necessario, una riconsiderazione dei temi che si sono aperti.”

Il decreto, approvato dal governo con l’obiettivo dichiarato di contrastare abusi e semplificare le procedure, ha però suscitato forti reazioni nelle comunità italo-discendenti residenti in America Latina, Nord America, Australia e in molti Paesi europei. In particolare, le nuove norme, che potrebbero restringere le possibilità di riconoscimento per i discendenti di cittadini italiani emigrati, sono state percepite come una rottura nel rapporto storico e affettivo tra l’Italia e i suoi figli all’estero.

Il Presidente non entra nel merito tecnico della norma, ma richiama con forza alla necessità di un dialogo istituzionale ampio e rispettoso: un messaggio rivolto tanto alla politica quanto all’opinione pubblica. La sua voce si leva a difesa di un principio caro alla Repubblica: il legame con le comunità italiane nel mondo non è solo giuridico, ma culturale, identitario e profondamente umano.

In questo senso, il Consiglio generale degli italiani all’estero – organismo rappresentativo e consultivo – diventa il terreno naturale su cui far germogliare una riflessione seria e informata. “Seguire questo dibattito – ha detto il Presidente – sarà fondamentale per comprendere appieno l’impatto di certe scelte legislative e garantire che la riforma non tradisca la storia e le aspettative di milioni di nostri connazionali.”

L’intervento di Mattarella arriva in un momento delicato, nel quale si intrecciano temi di diritto, identità e rappresentanza. Il richiamo al dialogo e alla ponderazione giunge come un invito alla politica a non rinchiudersi in una visione burocratica o esclusiva del concetto di cittadinanza, ma a interpretarlo nella sua dimensione più ampia e inclusiva.

In attesa del prosieguo del dibattito parlamentare, le parole del Capo dello Stato risuonano come un monito alla prudenza e alla responsabilità. Non solo nei confronti di chi oggi aspira a un passaporto italiano, ma verso l’intero Paese e la sua proiezione nel mondo.

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