Si è finalmente sbloccata la vicenda degli attivisti italiani pro-Palestina fermati nei giorni scorsi al Cairo, dove si erano recati per partecipare alla Marcia Internazionale per Gaza, un’iniziativa umanitaria organizzata da diverse reti internazionali della società civile. Secondo fonti vicine ai movimenti promotori, 35 attivisti sono stati rilasciati dalle autorità egiziane, mentre altri sette sono stati rimpatriati nelle scorse ore.
Il gruppo, composto in prevalenza da giovani impegnati nel volontariato e nella cooperazione internazionale, era giunto in Egitto con l’intento di prendere parte a una manifestazione pacifica diretta verso il valico di Rafah, l’unico accesso dalla parte egiziana alla Striscia di Gaza. Tuttavia, le autorità locali avevano bloccato l’iniziativa sul nascere, vietando l’ingresso nella zona e procedendo con il fermo di numerosi attivisti di diverse nazionalità, tra cui decine di italiani.
Secondo quanto riportato da esponenti dei comitati organizzatori, i rilasci sono avvenuti in modo scaglionato nell’arco delle ultime 24 ore, a seguito di pressioni diplomatiche e dell’intervento di alcune organizzazioni per i diritti umani. La Farnesina ha seguito con attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo contatti costanti con le autorità egiziane e con i familiari degli attivisti.
Non è ancora chiaro se tra i trattenuti vi siano state contestazioni formali o accuse specifiche, ma fonti locali parlano di un clima di crescente tensione intorno alle manifestazioni pro-Palestina nella regione. In Egitto, infatti, ogni iniziativa di piazza è soggetta a una rigida normativa sulla sicurezza e viene spesso repressa con durezza, soprattutto quando coinvolge cause politicamente sensibili come il conflitto israelo-palestinese.
Resta da chiarire il destino di altri attivisti ancora presenti in Egitto, anche se non più formalmente detenuti. Alcuni sarebbero in attesa di documenti per il rientro, altri ancora starebbero valutando la possibilità di restare nel Paese per contribuire ad attività umanitarie in forma privata.
L’episodio ha sollevato un acceso dibattito tra le forze politiche italiane. Se da una parte esponenti dell’opposizione chiedono chiarimenti sull’operato delle autorità egiziane e maggiori tutele per chi partecipa a missioni umanitarie internazionali, dall’altra parte alcuni rappresentanti del governo invitano alla prudenza e sottolineano la necessità di evitare interferenze in dinamiche interne a Paesi terzi.
Intanto, i promotori della Marcia Internazionale per Gaza hanno annunciato che, nonostante gli ostacoli incontrati, l’iniziativa proseguirà sotto altre forme, con campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi in vari Paesi europei. “La solidarietà con il popolo palestinese – dichiarano in una nota – non si ferma davanti ai muri né ai divieti”.
