26 Ottobre 2026, lunedì
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Trump minaccia Musk: “Gravi conseguenze se finanzia i democratici. I nostri rapporti sono finiti”

L’ex presidente rompe con l’imprenditore di Tesla e SpaceX. Il vicepresidente Vance cerca di ridimensionare lo scontro: “Elon è solo frustrato, ma ha sbagliato”

Donald Trump rompe ogni residuo legame con Elon Musk e lo fa nel suo stile inconfondibile: con un avvertimento pubblico e privo di sfumature. “Se Elon finanzia i democratici, ne pagherà le conseguenze”, ha dichiarato l’ex presidente in un’intervista telefonica rilasciata alla NBC. Alla domanda su eventuali margini di riconciliazione con l’imprenditore sudafricano, Trump è stato netto: “Direi che i nostri rapporti sono finiti”.

Una frattura che segna un cambio radicale rispetto al passato recente, quando i due apparivano spesso fianco a fianco nei circoli repubblicani e condividevano obiettivi politici e nemici comuni. Ora invece, con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2024, il legame si è trasformato in uno scontro ad alta tensione.

Lo strappo: Musk nel mirino dell’ex presidente

A far precipitare i rapporti è stata la crescente vicinanza di Musk a figure del Partito Democratico, a partire da alcune sue dichiarazioni pubbliche e post criptici ma pungenti sui social, interpretati da molti come un attacco diretto a Trump. L’imprenditore non ha ancora preso una posizione ufficiale sul fronte finanziamenti elettorali, ma le sue recenti uscite hanno alimentato il sospetto di un possibile cambio di campo.

Trump, che fa della lealtà personale un valore politico imprescindibile, ha reagito come ci si poteva aspettare: con un ultimatum pubblico e con il solito tono assertivo. Nessuna minaccia specifica, ma un chiaro avvertimento. Del resto, l’ex presidente sa che l’influenza di Musk, soprattutto nel mondo tech e tra gli elettori più giovani, non è affatto marginale.

Vance prova a stemperare: “Un errore dettato dalla frustrazione”

A gettare acqua sul fuoco è intervenuto il vicepresidente J.D. Vance, in un’intervista rilassata concessa al podcaster Theo Von, registrata a Nashville nel ristorante del musicista e sostenitore trumpiano Kid Rock. Vance ha definito Musk “un tipo emotivo” e ha minimizzato l’episodio: “Ha reagito d’istinto, come può succedere a chiunque. Anch’io ho perso le staffe peggio di lui nelle ultime 24 ore”.

Pur ammettendo che Musk ha commesso un “grave errore” prendendosela con Trump, Vance si è detto fiducioso: “Spero che alla fine torni nei ranghi. Forse ora non è possibile, ma penso che in futuro ci sia spazio per un riavvicinamento”.

Il gelo tra due ex alleati

Il deterioramento dei rapporti tra Trump e Musk è tanto clamoroso quanto simbolico. Un tempo alleati – Musk aveva partecipato a incontri strategici della Casa Bianca e condiviso alcune delle battaglie anti-regolamentazione di Trump – i due oggi rappresentano poli divergenti nella destra americana.

Musk, sebbene critico verso il progressismo woke e certe politiche dei Democratici, ha mostrato insofferenza verso l’autoritarismo trumpiano. Trump, dal canto suo, non ammette defezioni. La sua base si aspetta fedeltà assoluta e chi viene percepito come traditore finisce nel mirino.

Le prossime mosse

Con le presidenziali alle porte, la rottura con Musk apre scenari inediti. Il tycoon potrebbe decidere di sostenere candidati indipendenti, finanziare campagne tecnologiche anti-Trump o addirittura rafforzare l’ecosistema democratico, pur restando critico su alcune sue derive. Un’ipotesi che nel quartier generale trumpiano viene vista come una minaccia diretta.

Per ora, Musk tace ufficialmente. Ma la sensazione è che la guerra – anche questa – si combatterà a colpi di tweet. E che la Silicon Valley, ancora una volta, diventerà terreno di scontro politico.

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