Gaza City – Ancora sangue, ancora vittime civili, ancora macerie. Nella Striscia di Gaza, devastata da mesi di guerra, la giornata di oggi si è aperta con una nuova ondata di raid israeliani che hanno colpito duramente l’area di Gaza City, in particolare il quartiere densamente popolato di Sabra. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, almeno 66 persone hanno perso la vita dall’alba, 16 delle quali in un singolo attacco che ha colpito edifici residenziali nel cuore della città.
Tra i morti si contano almeno sei bambini, mentre oltre 50 persone risultano ferite, molte in modo grave. I soccorritori della Protezione civile palestinese parlano di una strage e avvertono che circa 85 persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie. “Un vero e proprio massacro”, ha dichiarato un portavoce, descrivendo scene di distruzione assoluta, con interi palazzi ridotti in polvere e i soccorritori che scavano a mani nude tra i detriti.
Gli aiuti umanitari restano bloccati
Mentre le bombe continuano a cadere, i centri di distribuzione degli aiuti umanitari restano chiusi o inaccessibili. L’intera macchina degli aiuti è paralizzata dalla mancanza di corridoi sicuri e dai continui combattimenti tra le forze israeliane e i miliziani di Hamas. Migliaia di civili sono rimasti senza cibo, acqua potabile e medicinali, aggravando una crisi umanitaria già senza precedenti.
Hamas: “Un ostaggio israeliano si trova nell’area colpita”
Nel mezzo della nuova escalation, Hamas ha diffuso un comunicato a firma del suo portavoce militare Abu Obeida, che lancia un ulteriore allarme: l’ostaggio israeliano Matan Zangauker si troverebbe nella zona sotto attacco da parte dell’esercito israeliano. Zangauker, riservista israeliano catturato lo scorso ottobre, sarebbe detenuto in un’area ora accerchiata dalle truppe dello Stato ebraico.
Secondo Obeida, se l’ostaggio dovesse morire nel corso di un’operazione militare per liberarlo, “la responsabilità sarà interamente dell’esercito israeliano”. Una dichiarazione che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni, con Israele che da mesi cerca di recuperare i suoi cittadini prigionieri nella Striscia, anche al costo di operazioni ad alto impatto.
Un conflitto sempre più insostenibile
Le ultime ore segnano un picco di violenza tra i più gravi degli ultimi mesi, mentre le trattative internazionali per un cessate il fuoco restano ferme. Sul terreno, la situazione è insostenibile: interi quartieri di Gaza City sono irriconoscibili, i civili continuano a pagare il prezzo più alto e la prospettiva di una soluzione politica appare lontana.
I dati forniti da fonti palestinesi parlano di oltre 37mila morti da ottobre a oggi, tra cui un altissimo numero di donne e bambini. Dall’altra parte, Israele rivendica l’obiettivo di smantellare completamente la struttura militare di Hamas, ma il costo umano di questa strategia continua a suscitare critiche crescenti nella comunità internazionale.
Mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione, la tragedia di Gaza si consuma giorno dopo giorno, raid dopo raid, lasciando sul terreno vittime, rovine e una popolazione sempre più stremata.
